Imprese modenesi sotto pressione: energia e materie prime frenano la crescita
Bollette ancora troppo elevate, rincari delle materie prime e mercati internazionali sempre più incerti. È questa la fotografia che emerge dall’ultima indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna: per il sistema produttivo modenese la fase resta complessa e la competitività è messa a dura prova.
Il conto dell’energia continua a pesare sui bilanci delle imprese modenesi. Dopo anni di tensioni sui mercati internazionali, il caro bollette non è più soltanto un’emergenza, ma un problema strutturale che limita investimenti, riduce i margini di profitto e alimenta l’incertezza. Oggi oltre il 60% delle aziende manifatturiere indica proprio l’aumento dei costi energetici e delle materie prime come il principale fattore di difficoltà, mentre cresce la richiesta di misure concrete per sostenere la competitività del tessuto produttivo locale.
È quanto emerge dall’ultima indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna, realizzata dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena, che analizza lo stato di salute delle imprese della provincia.
Energia, il costo resta il principale ostacolo
Nel comparto manifatturiero oltre il 60% delle imprese individua nei rincari dell’energia e delle materie prime la criticità più rilevante. A questa si affiancano l’instabilità dei mercati internazionali, segnalata da circa un’impresa su tre, e la crescente pressione competitiva.
Non sorprende quindi che il 61% delle imprese manifatturiere chieda interventi per ridurre il costo dell’energia, mentre il 43% auspichi misure di sostegno finanziario. Anche il commercio condivide le stesse priorità: il 51% degli operatori considera indispensabile abbassare il costo delle bollette, mentre il 44% punta su incentivi fiscali.
Investimenti frenati dall’incertezza
Lo scenario geopolitico continua a condizionare le strategie aziendali. L’instabilità dei mercati, i costi di produzione elevati e la difficoltà di programmare nel medio periodo stanno inducendo molte imprese a rinviare investimenti o a rivedere i piani di sviluppo.
Per una provincia come Modena, dove il manifatturiero e l’export rappresentano i principali motori dell’economia, il rischio è quello di vedere rallentare la capacità di innovazione proprio mentre aumenta la concorrenza internazionale.
Un’emergenza diventata strutturale
I dati confermano una situazione che si trascina ormai da tempo. Già durante la crisi energetica il 94% delle imprese manifatturiere aveva registrato aumenti nei costi dell’energia e il 97% rincari delle materie prime. Per quasi un’azienda su tre gli incrementi delle bollette avevano superato il 50%.
L’indagine conferma dunque che il caro energia resta una delle principali sfide per il sistema produttivo modenese. Le imprese chiedono interventi capaci di ridurre i costi e garantire maggiore stabilità, nella consapevolezza che la competitività passa anche dalla possibilità di programmare investimenti e crescita senza il peso di costi energetici sempre più difficili da sostenere.





