Meccanica, il motore di Modena e Reggio rallenta: export in frenata
La filiera della meccanica, uno dei pilastri dell’economia emiliana, si trova ad affrontare una fase di forte incertezza. A pesare sono il rallentamento dell’economia internazionale, le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi delle materie prime e una congiuntura che continua a frenare gli investimenti delle imprese. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi di Lapam Confartigianato dedicata al comparto nelle province di Modena e Reggio Emilia.
Il quadro regionale evidenzia come l’Emilia-Romagna continui a rappresentare una delle principali aree manifatturiere del Paese, seconda soltanto alla Lombardia per valore delle esportazioni della meccanica, con oltre 40 miliardi di euro nell’ultimo anno. Tuttavia, il primo trimestre del 2026 registra un’inversione di tendenza: l’export del settore cala dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. A incidere è soprattutto la contrazione del comparto automotive, mentre i macchinari mostrano una sostanziale tenuta.
Le difficoltà si riflettono anche sul mercato del lavoro. Nel 2025 l’Emilia-Romagna è risultata la regione manifatturiera con la maggiore diminuzione degli occupati nel settore meccanico, con una flessione del 7,2%, concentrata soprattutto nelle province di Modena e Reggio Emilia.
Situazioni differenti emergono osservando i due territori. A Modena, dopo un 2025 sostanzialmente stabile, il primo trimestre del 2026 segna un calo del 5,4% delle esportazioni della meccanica rispetto all’anno precedente, una performance peggiore rispetto all’andamento complessivo del manifatturiero provinciale. Anche sul fronte occupazionale si confermano segnali di difficoltà.
Più incoraggiante il quadro di Reggio Emilia, dove, dopo un 2025 negativo, l’export del comparto torna a crescere nel primo trimestre del 2026 con un incremento del 2,2%, facendo meglio del resto della manifattura provinciale. Restano però anche qui criticità sul versante dell’occupazione, segno che la ripresa non si è ancora tradotta in un consolidamento del mercato del lavoro.
Secondo Lapam Confartigianato, le imprese della meccanica continuano a risentire di uno scenario internazionale particolarmente instabile. La dipendenza dai mercati esteri rende infatti il comparto esposto alle crisi geopolitiche e agli effetti delle politiche commerciali internazionali, mentre il rialzo dei costi energetici e delle materie prime, unito alle condizioni di accesso al credito, limita la capacità di investimento delle aziende.
Per questo l’associazione chiede interventi concreti a sostegno delle piccole e medie imprese, con misure capaci di contenere l’aumento dei costi operativi e favorire gli investimenti. L’obiettivo, sottolinea l’analisi, è preservare un patrimonio di competenze e professionalità che rappresenta uno degli elementi distintivi del sistema produttivo di Modena e Reggio Emilia e uno dei principali motori della competitività manifatturiera del territorio.




