Il mercato del lavoro a Modena a luglio 2026: crescono le assunzioni
Il mercato del lavoro nella provincia di Modena mostra segnali di resilienza controtendenza. Secondo i dati del Bollettino Excelsior, realizzati da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena, per il mese di luglio 2026 le imprese del territorio prevedono l’ingresso di 6.710 nuovi lavoratori, con il 18% delle aziende locali attivamente alla ricerca di personale.
Il confronto territoriale e trimestrale
Il dato congiunturale evidenzia un andamento positivo rispetto al mese precedente, registrando una crescita dell’1,1% nelle assunzioni rispetto a giugno. Modena si colloca in una posizione di netto vantaggio se confrontata con il contesto regionale e nazionale, che vedono invece una frenata dei nuovi ingressi: l’Emilia-Romagna subisce un calo del 12,4% su base mensile e l’Italia contrae le assunzioni dell’8,8%.
Allargando l’orizzonte al trimestre luglio-settembre 2026, a Modena si stimano 19.130 assunzioni, pari a un incremento del +6,9% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, permane l’ombra del confronto a lungo termine: rispetto a luglio 2025, si registra una contrazione del -4,3% sul mese singolo e del -6,8% sul trimestre.
Settori e professioni più richiesti
La vocazione manifatturiera del territorio modenese si conferma trainante:
Manifattura: Assorbe la fetta principale delle entrate con il 29,7%.
Servizi alle imprese: Segue con il 16,7%.
Commercio: Subisce una flessione, fermandosi al 13,8%.
Turismo: In crescita, guadagna due punti percentuali (spinto dalla stagionalità).
Servizi alle persone: Sostanzialmente stabili al 10,6%.
Costruzioni: Mantengono una quota dell’8,5%.
Agricoltura: In aumento, raggiunge il 4,4%.
A livello di profili professionali, il gruppo più numeroso è rappresentato da “attività commerciali e servizi” (26,0%), trainato dalla ristorazione. Seguono gli operai non qualificati (18,2%), i conduttori di impianti e macchinari (16,9%) e gli operai specializzati (16,8%, tra cui spiccano gli addetti all’industria alimentare). Le professioni tecniche si attestano al 10,6% (in particolare tecnici dei rapporti con i mercati e ingegneristici), seguite da impiegati (7,5%) e professioni intellettuali (4,0%).
Identikit dei contratti e dei candidati
La tipologia contrattuale più diffusa rimane il tempo determinato (oltre il 50%), seguito dal tempo indeterminato (17,0%) e dai contratti di somministrazione (15,0%). Apprendistato e co.co.co chiudono la classifica al 5,0% ciascuno.
Le aziende cercano prevalentemente figure con esperienza specifica (61%) e mostrano una forte apertura verso i giovani under 30 (37,1%) e la componente di lavoratori immigrati (30%). Dal punto di vista dei titoli di studio, la qualifica professionale è la più richiesta (42,7%), la scuola dell’obbligo si attesta al 19,8%, i diplomati stabili al 25%, mentre lauree e ITS si fermano insieme al 12,8%.
Analisi dello scenario occupazionale a Modena
Resilienza locale e controtendenza positiva: L’incremento dell’1,1% su giugno (e del 6,9% sul trimestre) dimostra la forte tenuta del tessuto imprenditoriale modenese in un momento in cui sia l’Italia (-8,8%) sia l’Emilia-Romagna (-12,4%) segnano il passo.
Forte propensione all’inclusione generazionale e internazionale: La quota di assunzioni riservata agli under 30 (37,1%) e l’apporto della manodopera immigrata (30%) evidenziano un mercato dinamico, ricettivo verso le nuove leve e capace di attrarre forza lavoro esterna.
Lieve riduzione del mismatch: La difficoltà generale di reperimento delle figure professionali scende leggermente al 46,7%, allentando di poco la pressione sulle imprese rispetto ai mesi passati.
Frenata su base annua: Nonostante la crescita congiunturale rispetto a giugno, il confronto con l’anno precedente (luglio 2025) è negativo sia sul mese (-4,3%) sia sul trimestre (-6,8%), indicando un rallentamento strutturale rispetto ai picchi passati.
Precarietà contrattuale ed erosione delle competenze specialistiche: Più della metà dei contratti offerti è a tempo determinato, sintomo di una flessibilità che contrasta con la richiesta aziendale di “esperienza specifica” (61%). Inoltre, la quota di operai specializzati è in calo a favore di operai non qualificati, delineando un potenziale rischio di impoverimento tecnico delle mansioni.
Picchi critici di carenza di personale (Mismatch selettivo): Sebbene il dato medio sulla difficoltà di reperimento sia in calo, permangono enormi vuoti di offerta in settori chiave. Risulta quasi impossibile trovare operai specializzati nelle costruzioni (88,8% di difficoltà), conduttori di macchine movimento terra (82,8%) e fabbri ferrai (78,7%). Tra le professioni ad alta specializzazione scientifica, si registra una forte carenza di tecnici in campo ingegneristico (69,6%).





