Maserati, a Modena piano industriale entro fine 2026
Si è tenuto a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), l’atteso summit sul futuro del settore automotive in Italia. Al tavolo, presieduto dal ministro Adolfo Urso, hanno partecipato le Regioni maggiormente coinvolte nella produzione di veicoli, le imprese, i rappresentanti della filiera e le organizzazioni sindacali.
A rappresentare la Regione Emilia-Romagna erano presenti il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessore al Lavoro, Giovanni Paglia, che hanno tracciato le linee guida per difendere un comparto strategico ed evitare che la transizione ecologica si trasformi in una deindustrializzazione a favore dei competitor asiatici.
Le richieste all’Europa: regole CO2 e aiuti di Stato
Per l’Emilia-Romagna, la bussola deve rimanere saldamente orientata verso l’Europa, ma con un cambio di passo netto sul piano regolatorio e finanziario. I punti cardine presentati da Colla e Paglia si articolano su tre fronti principali: Riformulazione delle emissioni: È fondamentale che l’Unione Europea prosegua nella revisione delle regole sulle emissioni di CO2 (Regolamento 2019/631). Deroga sugli aiuti di Stato: Viene chiesta una deroga mirata per il settore automotive per superare la logica dei “bandi a pioggia” e concentrare le risorse su progetti strategici di reindustrializzazione. Politica energetica comune: Una transizione di successo non può prescindere da una politica industriale che guardi all’intera filiera energetica, evitando di consegnare il mercato della mobilità alla concorrenza cinese.
Strumenti per la transizione: contratti di sviluppo e PMI
Sul fronte degli strumenti di sostegno nazionale, la Regione valuta positivamente l’impostazione del nuovo Dpcm Automotive 2026-2030, pubblicato a fine giugno, che sposta circa il 70% delle risorse sugli incentivi all’offerta.
“I contratti di sviluppo sono un ottimo strumento per accompagnare gli investimenti, favorire l’occupazione e l’irradiamento delle filiere. Positivi anche i mini-contratti per accompagnare le piccole e medie imprese nella trasformazione tecnologica verso l’ibrido, l’elettrico, i biocarburanti e l’idrogeno.” — Vincenzo Colla e Giovanni Paglia. La Regione ha inoltre confermato che guarderà con estrema attenzione al piano di semplificazione e velocizzazione dei tempi istruttori promesso dal ministro Urso.
Il nodo Stellantis e il rilancio di Maserati a Modena
Il dibattito ha inevitabilmente toccato le strategie del Gruppo Stellantis. Nonostante il contesto generale di forte sofferenza per il mercato dell’auto, la Regione ha accolto positivamente i segnali di crescita presentati dal management, frutto delle nuove politiche industriali del gruppo. Tuttavia, l’attenzione resta altissima sul marchio del Tridente. In merito all’annuncio del CEO di Stellantis su una possibile nuova partnership societaria per Maserati, la posizione dell’Emilia-Romagna è netta: l’alleanza deve essere di stampo strettamente industriale e coinvolgere esclusivamente soggetti e siti produttivi autoctoni ed europei.
La priorità assoluta per il territorio resta il consolidamento del sito produttivo di Modena, cuore pulsante della Motor Valley: Azzeramento della cassa integrazione: Un obiettivo imprescindibile per la tutela dei lavoratori. Nuove ammiraglie: Confermata la produzione di due nuovi modelli top di gamma a Modena. Piano Industriale entro l’anno: Su sollecitazione della Regione, i vertici di Stellantis hanno riconfermato l’impegno a presentare il piano industriale dettagliato per Maserati entro la fine dell’anno, proprio nella città della Ghirlandina.





