Modena nella Top Ten Nazionale della Cultura: i dati del Rapporto “Io sono cultura 2026”
La cultura e la creatività non sono semplici elementi ornamentali, ma veri e propri motori economici in grado di fondersi con la manifattura e dare vita al cuore pulsante del Made in Italy. Il nuovo rapporto “Io sono cultura 2026” conferma che il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) italiano gode di ottima salute e che la provincia di Modena gioca un ruolo da protagonista assoluta su scala nazionale.
I numeri della cultura in Italia 
A livello nazionale, la filiera culturale e creativa – che comprende imprese, professionisti, pubblica amministrazione e terzo settore – ha generato nel 2025 un valore aggiunto pari a 115,8 miliardi di euro (il 5,7% dell’intera economia italiana), facendo registrare una crescita del +3,3% rispetto all’anno precedente.
L’aspetto più rilevante è la capacità di fare da volano: ogni euro prodotto dalla cultura ne attiva altri 1,7 nel resto dell’economia (soprattutto nel turismo e nei servizi). Questo porta l’impatto complessivo della filiera a circa 310 miliardi di euro, pari al 15,4% del PIL nazionale. Tra i settori più performanti spiccano il comparto Software e videogiochi (leader per ricchezza e occupazione), seguito dalla ripresa di Editoria e stampa e di Architettura e design.
Il successo di Modena: decima in Italia
Sebbene l’analisi territoriale evidenzi una forte concentrazione nel Centro-Nord – con Milano saldamente in testa (la cultura incide per il 10,1% sull’economia provinciale), seguita da Roma (9,0%) e Torino (8,4%) – la provincia di Modena si posiziona stabilmente al 10° posto nella classifica nazionale, sia per valore aggiunto che per occupazione.
Nel dettaglio, il peso economico della cultura sul territorio modenese mostra una forte integrazione con il tessuto industriale:
Valore aggiunto provinciale: Il settore genera il 5,9% della ricchezza complessiva della provincia. Di questo, il 2,5% è prodotto dal “Core Cultura” (attività puramente culturali) e il 3,4% dagli “Embedded Creatives” (designer, grafici e creativi che lavorano all’interno delle industrie manifatturiere tradizionali).
Occupazione: La filiera culturale impiega il 6,6% dei lavoratori totali della provincia, equamente divisi (3,3% e 3,3%) tra la componente strettamente culturale e quella innestata nelle altre imprese.





