Ultimo aggiornamento:  29 Settembre 2026 5:47

Regione, 22,4 milioni di euro per l’agricoltura: contrasto al caro-energia e fertilizzanti

Un piano straordinario di aiuti per tutelare la redditività delle imprese agricole regionali e mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi di energia e fertilizzanti, innescato dall’instabilità della crisi in Medio Oriente. È quanto prevede il pacchetto finanziario da 22,4 milioni di euro destinato all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, nato dall’azione coordinata tra Unione Europea, Governo italiano e Regione.

Le risorse andranno a sostenere le colture e i comparti strategici dell’agroalimentare regionale, coprendo centinaia di migliaia di ettari produttivi.

La struttura del piano finanziario: due canali di intervento
L’immissione di liquidità si articola su due direttrici complementari:

  • La misura nazionale e UE (19,6 milioni di euro): attinge ai fondi della Riserva agricola di crisi dell’Unione Europea (che ammonta a 540 milioni complessivi a livello continentale) uniti al cofinanziamento statale. L’Italia dispone in totale di 136,8 milioni di euro, di cui quasi 19,6 milioni sono riservati alle aziende emiliano-romagnole. Gli aiuti saranno erogati tramite Agea a favore delle imprese che hanno presentato domanda nel 2026 e che registrano un’incidenza dell’aumento dei concimi superiore all’1,5% rispetto al valore della coltura.
  • L’intervento complementare regionale Feasr (2,8 milioni di euro): gestito direttamente dalla Regione attraverso la riprogrammazione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale ed erogato tramite Agrea. La misura serve a coprire le filiere escluse dai sostegni nazionali e finanzierà fino al 50% dei maggiori costi sostenuti per i fertilizzanti, per le aziende che superano un importo minimo di aiuti pari a 100 euro.

Riparto dei fondi e settori coinvolti
I fondi andranno a sostenere in modo capillare le produzioni chiave dell’intero territorio emiliano-romagnolo:

  • Colture seminative e grandi superfici (Misura Nazionale): la quota maggiore dell’intervento copre oltre 517mila ettari. Nello specifico, 8,9 milioni di euro sono destinati ai cereali (su oltre 253mila ettari), 4,3 milioni alle foraggere non leguminose (quasi 130mila ettari) e 4,9 milioni complessivi al mais da granella e da insilato (oltre 89mila ettari). Risorse dedicate andranno anche a girasole (648mila euro), barbabietola da zucchero (637mila euro), colza, ravizzone e olivo.
  • Ortofrutta e vitivinicoltura (Intervento Regionale Feasr): per evitare di lasciare scoperte filiere ad alto valore aggiunto ma escluse dalla misura europea, la Regione interviene direttamente con 2,82 milioni di euro. Questa misura andrà a beneficio di 7.493 aziende agricole per un totale di circa 134mila ettari, tutelando la produttività nei comparti della frutta, degli ortaggi e della vite.

Tempi di erogazione e strategia finanziaria
I pagamenti del canale regionale dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027. La copertura finanziaria della quota Feasr sarà ottenuta mediante una calibrata rimodulazione delle risorse interne alla programmazione vigente, combinando la revisione delle dotazioni dei bandi autunnali e l’impiego delle economie derivanti dagli interventi già concessi.

Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura e Agroalimentare della Regione Emilia-Romagna: “Le imprese continuano a confrontarsi con fattori esterni che incidono direttamente sui costi di produzione e sulla redditività. Come Regione abbiamo scelto di attivare il nuovo intervento Feasr per completare la risposta e sostenere anche produzioni strategiche come frutta, ortaggi e vite, che altrimenti ne sarebbero rimaste escluse. Vogliamo che queste risorse arrivino nel modo più rapido ed efficace possibile per salvaguardare la capacità dell’Emilia-Romagna di creare valore e generare lavoro”.