Allfortiles 2025: sotto la lente i pesanti costi dell’energia per le imprese ceramiche
Sul lato dell’approvvigionamento energetico, “servirebbe l’uso dell’energia nucleare per favorire gli investimenti”
Dibattiti interessanti sull’attualità della situazione del mondo ceramico ad Allfortiles, che si è svolta nell’ultima settimana di ottobre presso i padiglioni della Fiera di Modena.
Sotto il titolo “Coraggio e visione per superare l’incertezza” e introdotti dal Prof. Andrea Lipparini dell’Alma Mater bolognese – che ha pubblicato un volume sulla vita e le gesta di Alessandro Magno, condottiero che dopo 4 grandi vittorie non ha saputo fermarsi e riflettere in tempo – si sono scambiati qualche colpo di fioretto il presidente della Regione, un rappresentante del credito e alcuni primari imprenditori.
Michele De Pascale, da politico navigato, è partito all’attacco. “Non abbiamo la percezione del problema, che stiamo creando” ha esordito, con l’inazione a livello nazionale ed europeo. “Sui costi dell’energia è indispensabile un provvedimento nazionale, che li riporti a livelli sopportabili. Il costo del gas resta il problema centrale. Si tratta di favorire con misure pubbliche gli investimenti delle imprese su autoconsumo e autoproduzione tramite il fotovoltaico.”
Sul fronte comunitario De Pascale constata che gli Ets aumentano le emissioni di fatto, in quanto inducono a produrre fuori UE e ogni metro quadrato di ceramica fatto extra Europa incrementa le emissioni a livello mondiale. “Se le imprese avessero potuto investire i 2 miliardi spesi negli ultimi 10 anni per gli Ets, avremmo anche aumentato la competitività – quindi, conclude – dobbiamo coalizzarci con il Governo e andare insieme a Bruxelles per cambiare un sistema molto dannoso.”
Teresio Testa, dirigente del Banco Bpm, nota che il settore deve migliorare tecnologicamente ulteriormente e si compiace di osservare che la Banca ha erogato alle imprese il 50% in più di finanziamenti sul 2024.
“Il settore affronta una situazione difficile – rileva Armando Cafiero, direttore di Confindustria Ceramica – con la crisi dell’edilizia residenziale nei principali mercati europei, Francia e Germania. C’è poi un grandissimo rischio di dumping sociale e ambientale da paesi come l’India, che esportano massicciamente in Europa. Infine sul fronte energetico si paga il gas naturale al doppio del decennio scorso, mentre stiamo ad aspettare ancora dal Governo il Decreto Energia.”
Graziano Verdi, presidente della Federazione Europea della Ceramica, non ha peli sulla lingua “Tutti i politici sugli Ets mi danno ragione, ma la ragione si dà ai matti. Se non succederà niente, io a metà 2026 mi dimetto dalla carica” e segnala che in Germania alle imprese che fanno investimenti sul Fotovoltaico, viene ridotto il carico degli Ets, che rappresenta un peso di due miliardi di Ets per le imprese italiane su 6 miliardi di fatturato di un decennio.”
Per Acimac il presidente Paolo Lamberti ammette che il comparto vive una situazione di bassi investimenti, dato anche il livello tecnologico ragguardevole raggiunto. Sul lato dell’approvvigionamento energetico, “servirebbe l’uso dell’energia nucleare per favorire gli investimenti” dichiara. “Con due mini reattori nucleari avremmo coperto la richiesta di energia delle imprese di Sassuolo”. Poi andrebbero dismessi i forni a gas e sostituiti con quelli elettrici. Il settore è fortemente export oriented come la ceramica, ma deve fronteggiare i competitor asiatici sovvenzionati dai loro Stati, mentre da noi è stata fallita l’innovazione proposta con la 5.0 per le pastoie burocratiche. Ora si andrà verso l’iperammortamento, che però risolve poco in una situazione, dove le grandi imprese sono in recessione.
Giorgio Pagliani





