Black Friday: vendite online a Modena e Reggio col segno più
Inutile utilizzare troppi giri di parole: l’e-commerce sta prendendo sempre più piede come modalità di acquisto dei consumatori. A sottolinearlo è anche un’indagine dell’Uffico studi di Lapam- Confartigianato di Modena e Reggio Emilia che, in vista del Black Friday, ha analizzato alcuni dati relativi all’online. Secondo l’Istat, nei primi nove mesi dell’anno il valore delle vendite online in Italia è aumentato dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre il valore complessivo delle vendite, indipendentemente dal canale di vendita, segna un contenuto +0,7% nello stesso arco temporale. All’opposto si registra un -0,8% per quanto concerne le vendite dei negozi, che sembrano essere maggiormente penalizzate dai nuovi comportamenti d’acquisto.
Stili e abitudini sicuramente cambiate anche a causa della pandemia: le vendite online, infatti, hanno visto una forte crescita tra il 2019 e il 2022 e nei primi nove mesi del 2025 risultano ancora superiori dell’83,1% rispetto allo stesso periodo del 2019 (contro un modesto +1,8% dei negozi di piccole superfici). Gli acquisti online mostrano una stagionalità marcata, con il mese di novembre, che include il Black Friday, che nel 2024 ha superato del 39,2% la media degli acquisti dell’anno, un andamento confermato anche negli anni precedenti. Il mese di dicembre, legato agli acquisti natalizi, rappresenta un altro picco, ma più trasversale ai diversi canali di vendita: crescono infatti sia le vendite online che quelle nei negozi fisici.
I dati
A livello regionale il 50,7% delle persone di 14 anni e più che usano Internet ha effettuato acquisti o ordini online nel 2024, quota superiore alla media nazionale del 46,8%. Tra i beni più acquistati tramite e-commerce si confermano anche nel 2024 capi di abbigliamento, scarpe o accessori (23,2%) e gli articoli per la casa (13,7%). All’acquisto di prodotti fa seguito l’acquisto di servizi: il 13,4% ha sottoscritto abbonamenti per piattaforme di streaming per film, serie TV ed eventi sportivi, mentre l’11,4% ha acquistato su Internet servizi di trasporto. La competizione dell’online pesa sulle 6.000 attività di commercio al dettaglio della provincia di Modena e sulle 4.000 in provincia di Reggio Emilia: allo stesso tempo, il canale online rappresenta una grande opportunità di visibilità per oltre 4.000 imprese artigiane modenesi e per oltre 3.000 realtà reggiane per fare conoscere i propri prodotti e la propria storia direttamente al pubblico, grazie ai propri siti web e ai canali social.
In provincia
A livello provinciale, guardando alle rilevazioni del sistema informativo Excelsior (Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) elaborati dall’ufficio studi associativo, nel 2024 il 37,7% delle micro e piccole imprese modenesi con dipendenti ha investito in canali di vendita online, ritenendolo molto importante per lo svolgimento della propria attività, con una crescita di 7,7 punti rispetto alla quota del 29,9% registrata nei 5 anni precedenti (2019-2023). Allo stesso modo, anche in provincia di Reggio Emilia il 35,7% delle micro e piccole imprese con dipendenti ha ritenuto importante investire in canali di vendita online nell’ultimo anno, con una crescita di 7,6 punti rispetto al quinquennio precedente.
Silvia Manicardi, presidente della categoria Commercio di Lapam-Confartigianato Modena e Reggio Emilia afferma: “Per poter approfittare del potenziale che le vendite online rappresentano è fondamentale per le piccole imprese e l’artigianato locale essere presenti e visibili online. Il Black Friday con il tempo è diventato non più solo un giorno ma un’intera settimana se non addirittura un intero mese. Purtroppo per i negozi fisici, che offrono al vicinato un servizio che va ben al di là della merce esposta, rappresentando un punto di riferimento per la comunità e un presidio fondamentale per tenere vivi i centri urbani, è una guerra tra impari. Ormai è una realtà a cui dobbiamo adeguarci. Con questi sconti online quasi perenni, purtroppo si snaturano i negozi di prossimità e il valore che questi esercizi sanno garantire alla comunità, perché i negozi tradizionali logicamente non possono certo applicare sconti così importanti per periodi così lunghi.”





