Bonfiglioli e Orsini: “Produzione in crisi, Europa assente, servono incentivi per l’industria”
Prima uscita pubblica di Sonia Bonfiglioli come presidente di Confindustria Emilia Centro all’ Assemblea pubblica all’ interno di Farete il 3 settembre.
Dopo la caduta del Muro – esordisce la Presidente – si pensava di andare verso un mondo piatto e unipolare, dove ci sarebbe stato benessere per tutti, ma già la crisi del 2008 aveva fatto crollare il Nuovo Ordine Mondiale . Finora gli indiani non avevano dato visti di ingresso ai cinesi , ma ora dopo il Summit dell’ Organizzazione Mondiale per la Cooperazione- SCO di Shangai sta per cambiare l’equilibrio mondiale. Mentre ci troviamo in un nuovo mondo dominato o dalle guerre o dalle imposizioni, in mezzo si trova l’ Europa, che “invece ha la consistenza della maionese” dichiara implacabile
In Italia per la produzione si sta facendo dura .
La situazione nazionale della detanalità provoca l’acuirsi di due problemi : i profili tecnici scarseggiano e oltre tutto le ragazze si iscrivono solo per il 16% alle materie STEM contro una media dei paesi arabi, che in Tunisia arriva al 58% .
Sulla mancanza di manodopera in Emilia Bonfiglioli suggerisce di offrire lavoro ai 4.000 immigrati , che sono residenti nel nostro territorio, anche perché le case scarseggiano e quindi è difficile richiamare altri lavoratori da fuori .
I giovani invece vogliono difendere la loro life balance e sono aperti ad offerte di lavoro anche all’estero.
Le nostre fabbriche , in particolare le PMI, chiosa la Presidente, hanno un modello produttivo fermo agli anni Ottanta. In Cina le aziende sono molto più tecnologiche. Dobbiamo rendere stimolante per i giovani l’ambiente di lavoro. Ma l’ impresa resta un cardine, come ci ha ricordato l’azione di Trump. Noi in Emilia-Romagna e in Italia dobbiamo salvaguardare il nostro tessuto produttivo.
Su 3.400 imprese associate ben 400 hanno un imprenditore , che ha oltre 75 anni.
“Noi siamo sul campo di guerra, ma siamo per definizione coloro che imprendono e quindi non possiamo fermarci” conclude.
Dopo l’ intervento di Sonia Bonfiglioli il vicedirettore del Corriere della Sera Federico Fubini ha condotto una intervista al docente di Global Economics del MIT di Boston Professor Yasheng Huang.
Le politiche di Trump sono fallimentari, come dimostra il veloce recupero di relazioni diplomatiche tra Cina e India ha stigmatizzato – Si sta formando un blocco contrapposto agli Usa e ciò può essere pericoloso per l’ Occidente.
I consumi cinesi sono molto inferiori rispetto alla loro fortissima capacità produttiva. Sono calati anche gli investimenti diretti occidentali in Cina e l’import del Dragone è calato, perchè oggi il mercato del cosiddetto Impero di Mezzo cerca soprattutto componenti.
In Germania pesa la fortissima concorrenza delle aziende cinesi., che sono fortissime nella produzione, ma deboli come redditività e come occupazione.
Solo il 7% delle loro aziende opera nelle tecnologie verdi. A parte il fotovoltaico e i veicoli elettrici molto export è da settori a fortissima componente di manodopera.
Alla domanda di Fubini se i dazi creeranno problemi alla Cina, il professore del MIT ha un’opinione netta “La guerra commerciale finora non ha influito. Viene considerata principalmente come una guerra tecnologica tra Usa e Cina “.
Ha ragione la Bonfiglioli a dire che l’Europa è evaporata.
Salito sul palco il presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini interviene sùbito sul tema scottante “Con i dazi già prima di Trump eravamo al 4,8%.Il problema poco trattato è la svalutazione del dollaro, oggi al 12% e che potrebbe arrivare al 20% “
Tornando di qua dall’ Atlantico, Orsini osserva “La produzione italiana cala , perché noi piccoli non ci sappiamo aggregare e per la nostra pletorica burocrazia., mentre a livello continentale appare sconfortato “Ho il dubbio che l’Europa oggi non sappia dove vuole arrivare.” .
Si passa al tema energetico e il panorama non è brillante, anzi. “ L’ Automotive :in Italia paga il fatto che le case straniere non vengono a produrre qui per il costo dell’ energia”.
FUBINI stimola il Presidente “Abbiamo un costo dell’energia superiore dell’ 85% alla media europea. E i distributori hanno dei margini enormi. ORSINI riprende la proposta di Confindustria di arrivare al disaccoppiamento tra prezzo del gas e quello dell’ elettricità, in quanto il costo dell’ energia dalle rinnovabili arrivate a fine incentivo e da energia idroelettrica è inferiore .
“Sulle rinnovabili ci sono delle opposizioni e sul nucleare siamo fermi -attacca l’ industriale – ma noi restiamo favorevoli favorevoli ai microreattori nucleari. Noi non siamo prenditori, anzi. La Zona Economica Speciale, la ZES, al Sud ha funzionato e creato 35.000 nuovi posti di lavoro. Abbiamo bisogno di fare nuovi contratti di sviluppo”.
Infine lo sguardo ruota sulla prossima manovra fiscale di fine anno “Chiediamo un po’ più di incentivi, perché se l’industria non riesce a fare la sua attività, non regge il sistema Italia” chiosa Emanuele Orsini.
Giorgio Pagliani





