Ultimo aggiornamento:  8 Settembre 2025 2:08

CNA Modena: il caro-affitti frena la mobilità dei lavoratori

Tra gli elementi che ostacolano l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro sul nostro territorio c’è sicuramente il costo dell’affitto di un’abitazione. È quanto emerge da una analisi realizzata dall’Area studi e ricerche di CNA sui dati dell’Agenzia delle Entrate (in particolare, quelli dell’Osservatorio del mercato immobiliare) e di Istat.

Modena, infatti, è tra le città più costose, se si valuta il prezzo degli affitti, seconda in Regione dietro la sola Bologna e settima in Italia dopo Milano, Roma, Firenze, Bologna, Venezia e Vicenza.

Un dato che contribuisce a spiegare la difficoltà per molte imprese di trovare lavoratori. Il caro-affitti, infatti, ostacola la mobilità interna e negli ultimi anni il fenomeno si è intensificato a causa di un aumento medio dei canoni liberi del 19,5% a fronte di un incremento delle retribuzioni nette del 14%.

Una politica sulla casa aiuterebbe a ridurre lo squilibrio tra la distribuzione territoriale delle assunzioni previste dalle imprese (intorno a 5 milioni l’anno) e livelli di disoccupazione (a giugno 2025 i disoccupati in Italia erano 1,6 milioni), senza contare la criticità della carenza di competenze.

Basti pensare a Modena le imprese denunciano una grave difficoltà di reperimento delle figure professionali nel 47,8% delle ricerche di personale, con punte del 91,7% per gli “operai specializzati nella installazione/manutenzione di attrezzature elettriche/elettroniche” e dell’81,4% per gli “operai di macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche e di produzioni minerali”.

Calmierare gli affitti di mercato, quindi, favorirebbe almeno la mobilità interna, consentendo ai lavoratori di spostarsi da zone a bassa richiesta ad aree come quella modenese.