Dai dati di CONFAPI Emilia sciopero del 12 dicembre senza effetti sulle imprese
Un’adesione decisamente bassa, che non ha inciso per nulla sulla produzione aziendale.
Ad affermarlo è Confapi Emilia, che immediatamente dopo lo sciopero indetto venerdì 12 dicembre dalla CIGL, ha fatto un sondaggio tra i propri associati per chiedere loro quale percentuale di adesione avesse accolto la forma di agitazione sindacale, tra i propri dipendenti e collaboratori e quanto questa adesione avesse inciso sulla produzione lavorativa.
Il risultato emerso – che non vuole assolutamente sminuire i numeri forniti dall’organizzazione sindacale – ha evidenziato che, per la maggioranza degli interpellati l’adesione allo sciopero da parte dei dipendenti ha oscillato tra l’1% e il 10%, mentre relativamente agli effetti indotti sempre dallo sciopero sulla produzione aziendale, gli interpellati non hanno evidenziato nessun calo significativo, bensì sempre in linea col periodo. Nessuno degli interpellati ha dovuto riprogrammare i turni e nemmeno avvisar ei clienti di ritardi od altro.
Rispetto a quanto rilevato Alberto Meschieri, presidente di Confapi Emilia parla dell’effetto dello sciopero del 12 dicembre indetto dalla CGIL, “Dal duplice risultato – afferma – Piazze piene, cortei affollati, comizi partecipati, ed al tempo stesso le aziende non hanno registrato assenze e disservizi tali da dover nemmeno riprogrammare le attività. Tutti soddisfatti dunque, sindacati e aziende in base al sondaggio che ha condotto CONFAPI Emilia presso i propri associati nelle ore immediatamente dopo lo sciopero. Praticamente nessuna delle aziende campionate ha registrato assenze oltre il range 0-10%, e nessuna ha dovuto riorganizzare la giornata lavorativa o informare clienti e fornitori di eventuali rallentamenti delle attività. Azzardando una analisi, dall’incrocio dei dati, parrebbe che i partecipanti fossero quindi prevalentemente pensionati, disoccupati e cassintegrati o comunque personale non atteso al lavoro.
Paradossalmente le uniche difficoltà registrate sempre secondo il sondaggio condotto sono state quelle di alcuni lavoratori che ai mezzi pubblici hanno dovuto fare affidamento sulla disponibilità di alcuni colleghi automuniti.”





