Ultimo aggiornamento:  30 Gennaio 2025 12:31

EIMA 2024 – Fiera promossa per le imprese modenesi. Cautela sul futuro

EIMA 2024, la risposta tecnologica alle sfide globali

La 46ma edizione dell’esposizione mondiale delle macchine per l’agricoltura di Bologna, conta quest’anno, oltre 1.750 le industrie partecipanti, delle quali 700 estere, a copertura di ogni segmento di mercato. Modelli di macchine all’avanguardia e sistemi digitali avanzati per un’agricoltura sempre più scientifica, e connessa con il sistema dei servizi e con gli altri settori produttivi.

Organizzata nei suoi 14 settori merceologici e nei 5 Saloni tematici “Componenti”, “Digital”, “Energy”, “Green” e “Idrotech”, EIMA offre a tutti gli effetti, una scelta sconfinata di mezzi per aumentare la produttività dell’agricoltura riducendo drasticamente il suo impatto sull’ambiente. Sono infatti circa 60 mila i modelli di macchine, attrezzature e componenti – prodotti dalle oltre 1750 industrie espositrici, delle quali 700 estere da 50 Paesi – esposti nel quartiere fieristico bolognese, che vede impegnati per intero tutti i suoi padiglioni ed anche gli spazi esterni per le attività dimostrative. A questo si aggiunge il record storico di Novità Tecniche premiate, le numerosissime anteprime e novità di prodotto presentate dalle case costruttrici e il presidio di EIMA Campus dove sono rappresentate undici Università, insieme a centri di ricerca e strutture di formazione.

Non meno importante anche il ruolo politico che la rassegna ha assunto in questi anni. Nei cinque giorni infatti si è vista la presenza di rappresentanti del governo e delle istituzioni – a partire dalla presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio, del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida; del viceministro delle imprese e del made in Italy Valentino Valentini, del presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas, del presidente della CIA Cristiano Fini e del vicepresidente di Confagricoltura Luca Brondelli – oltre che delegazioni di parlamentari europei e nazionali, e di diplomatici di Paesi esteri. Quest’ultimi in particolare, con l’obiettivo di conoscere le soluzioni tecnologiche più adatte alle diverse regioni del mondo, e per sviluppare il dibattito sui modelli di agricoltura, sulle variabili economiche e geopolitiche che condizionano i commerci, sulle strategie di cooperazione.

Grande spazio poi è stato dato alle tecnologie digitali e robotiche alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale e ai Big Data che permettono oggi di connettere l’attività delle aziende agricole ai sistemi di previsione meteorologica, di mappatura e di controllo dei territori, di monitoraggio dei prodotti anche ai fini sanitari, di gestione delle filiere agroindustriali, di distribuzione sui mercati, oltre che di controllo dei parametri operativi delle macchine ai fini dell’assistenza tecnica e della sicurezza sul lavoro.

(Continua)


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