Ultimo aggiornamento:  26 Settembre 2025 4:38

Marmomac a due facce per i modenesi: molto positivo per alcuni un po’ meno per altri

“Bene… anzi molto bene!”, “No… si avverte un periodo di stagnazione e flessione causa la situazione internazionale.” È un Marmomac a due facce quello che va in archivio nel 2025 secondo gli operatori modenesi presenti a Verona in occasione della tradizionale Kermesse dedicata al marmo e alle macchie per la sua lavorazione. Otto in tutto, le realtà presenti quest’anno: un numero che se confrontato con quello delle edizioni precedenti fa pensare ad una partecipazione ormai ridotta al lumicino. Diverse le aziende che potrebbero definirsi storiche – come Ferrari e Cigarini di Maranello, General Colla di Modena, la F. C di Cavezzo – più poche altre che si sono affacciate solo ultimamente. Una nicchia di fatto, più che altro macchinari per il settore e colle il cui andamento continua a volgere al bello e a crescere, col solo handicap di trovare poco personale.

Il bilancio che tracciano è tutto sommato positivo, per numero di contatti, per interesse soprattutto dall’estero come dai paesi dell’est Europa, India, Pakistan, dell’Asia centrale e del Sud Est Asiatico. Come già avveniva, in passato non sono poi stati pochi i contratti chiusi direttamente in fiera. Come pure i visitatori che non hanno esitato a mettersi in fila, in attesa del proprio turno, per capire, conoscere, vedere quanto avevano da proporre in termini di novità i modenesi presenti.

Ma se questo è il lato tutto sommato positivo, qualche riflessione in più la merita l’altra faccia della medaglia. Anzitutto la durata: quattro giorni – da martedì a venerdì – a detta di diversi, sono un troppi, considerato che le giornate “più da business e incontri” sono state quelle centrali, il mercoledì e il giovedì. Poi il numero di visitatori, “In calo non drastico, ma significativo rispetto allo scorso anno”. Il pubblico è sicuramente di settore è specializzato, e sa quello che cerca e vuole ma le turbolenze internazionali, non da ultimo la politica dei dazi americana, ha determinato una tirata di freno a mano anche nel numero delle presenze che poi va a riflettersi sul mercato.

Infine un dato che lascia un’ulteriore interpretazione: la flessione fin troppo marcata tra gli espositori provenienti dalla Cina. Cresciuti a dismisura nelle ultime edizioni, il 2025 sarà ricordato per un calo di partecipanti sicuramente importante, oltre cento in meno dicono i più. Le ragioni? Svariate ma su tutte, la voce che circolava all’interno dei padiglioni fieristici veronesi, è cioè di ritenere i Paesi dell’UE poco appetibili e interessanti dal punto di vista dello sviluppo edile e quindi preferire altri mercati più floridi. Sarà così? Non è dato a sapersi al cento per cento e lasciamo le voci a rincorrersi. Certo è che, oltre un centinaio di espositori in meno provenienti da quella che resta una delle economie ancora in crescita nel mondo, qualche pensiero lo lascia.