Moda: a Modena export in forte calo e record di chiusure
La moda italiana entra nell’autunno 2025 con indicatori congiunturali che confermano una fase tra le più difficili dell’ultimo decennio. Il quadro nazionale è già di per sé critico: nei primi otto mesi dell’anno la produzione del tessile-abbigliamento-pelli è scesa del 6,6%, un calo ben più accentuato rispetto alla media della manifattura italiana (-1,4%). In ottobre, inoltre, le attese sugli ordini restano negative (-10,9 punti), segno che la ripresa non è ancora all’orizzonte.
Modena: export in forte calo e record di chiusure
Per la provincia di Modena la fase recessiva è particolarmente severa. Dopo un 2024 che si è chiuso con un calo a doppia cifra delle esportazioni (-10,3%) il primo semestre 2025 ha visto un ulteriore calo dell’export del settore moda del -15,4%, a fronte di un più contenuto -6,9% della moda regionale e un -3,8% a livello nazionale.
Il prezzo sociale di questa crisi è evidente: tra luglio e settembre 2025 si contano 26 cessazioni di imprese, di cui 24 artigiane, pari al 38,1% di tutte le chiusure artigiane del comparto registrate in Emilia-Romagna. In termini relativi significa 2,3 chiusure ogni 100 imprese artigiane modenesi del settore.
Reggio Emilia: un’eccezione positiva nell’export, ma non nella demografia d’impresa
Il territorio reggiano mostra una dinamica più resiliente sul fronte del commercio estero. Nel primo semestre 2025, infatti, l’export del tessile-abbigliamento-pelli cresce del +7,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È una delle sole due province dell’Emilia-Romagna, insieme a Bologna, a registrare un aumento delle vendite estere. Reggio Emilia rappresenta oggi oltre un terzo del valore delle esportazioni regionali della Moda (32,2%).
Sul fronte imprenditoriale, però, la situazione resta delicata. Nel terzo trimestre 2025 si registrano 12 cessazioni di imprese della Moda, di cui 9 artigiane, il cui impatto rimane significativo: 1,4 cessazioni ogni 100 imprese artigiane reggiane del comparto.
Tra le principali difficoltà, una concorrenza internazionale sempre più pressante
Sul settore Moda pesa l’evoluzione degli scambi internazionali. A livello nazionale, nei primi otto mesi del 2025 l’import di prodotti moda è cresciuto del 3,4%, con un forte aumento dei flussi da Paesi extra-UE (+8,2%). In particolare, le importazioni dalla Cina segnano un +11,8% e rappresentano ormai un terzo degli acquisti italiani extra-UE (34,3%).
A livello regionale questa tendenza si conferma, con l’import di prodotti della Moda in crescita del 6,6% nei primi sei mesi del 2025, di cui oltre il 62% proviene da Paesi extra-UE. In particolare la Cina, primo paese da cui provengono il 18,4% dell’import regionale, ha visto un incremento del +18,8% nel I semestre 2025.
Perchè questa fase di crisi?
La crisi della moda italiana non dipende solo da una fase congiunturale debole, ma anche da importanti fattori strutturali. Un recente studio della Banca d’Italia mostra che, dopo due anni di alta inflazione, i consumatori sono diventati più sensibili ai prezzi e più propensi a risparmiare. La transizione green sta inoltre favorendo una maggiore circolarità dei beni di consumo, modificando alcuni comportamenti d’acquisto.
A pesare all’orizzonte sono arrivati anche i dazi statunitensi: i prodotti della moda sono il secondo settore del made in Emilia-Romagna più esportato in USA dopo l’alimentare, tra i settori a vocazione di MPI, e anche se possono contare su un forte posizionamento qualitativo, rischiano di risentire negativamente delle barriere commerciali. A questo si aggiunge il rischio che i prodotti cinesi, penalizzati dai dazi americani, vengano dirottati verso altri mercati entrando in concorrenza più diretta con l’Europa. Per il mercato statunitense, inoltre, è improbabile che la moda italiana riesca a sostituire i prodotti cinesi, perché la domanda americana privilegia articoli più economici provenienti da altri paesi asiatici, soprattutto dal Vietnam.
Infine, l’incertezza che caratterizza la domanda mondiale sta influenzando anche l’offerta del settore moda specializzato nei beni di lusso.





