Occupazione a Modena: a ottobre assunzioni in calo (-10,5%), ma la manifattura regge
Rallenta il mercato del lavoro modenese nel mese di ottobre, anche se il bilancio su base annuale e le prospettive per l’ultimo trimestre dell’anno mostrano segnali di tenuta. È quanto emerge dai dati del Sistema informativo Excelsior (realizzato da Unioncamere insieme al Ministero del Lavoro) ed elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena.
- I punti di forza e i segnali positivi
Crescita tendenziale (su base annua): Rispetto a ottobre del precedente anno, le assunzioni previste segnano un incremento del +6,5%. Un dato superiore sia alla media regionale dell’Emilia-Romagna (+4,5%) che a quella nazionale (+3,7%). - Previsioni positive per il trimestre ottobre-dicembre: Nel complesso degli ultimi tre mesi dell’anno sono stimati 16.840 nuovi contratti, pari a un +4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
- Spinta della manifattura: L’industria manifatturiera si conferma il motore trainante dell’economia modenese, assorbendo da sola il 27,7% delle nuove assunzioni totali, con una quota in crescita rispetto al mese precedente. Buoni segnali arrivano anche da ristorazione/servizi turistici (19,0%), servizi alle imprese (17,4%) e agricoltura (3,4%).
- Spazio ai giovani e replacement: Il 34% delle ricerche di personale è rivolto esplicitamente agli under 30, a dimostrazione dell’attenzione verso il ricambio generazionale, mentre il 39% degli ingressi è destinato a sostituire lavoratori in uscita.
- Le criticità e le note dolenti
Flessione congiunturale su base mensile: Rispetto al mese precedente, le assunzioni programmate a ottobre scendono a 7.050 unità, segnando una contrazione del -10,5%. - Meno imprese che assumono: Scende al 18,9% la quota di aziende del territorio che dichiarano di voler effettuare nuovi ingressi nel mese di ottobre.
- Aumenta la precarietà contrattuale: La forma contrattuale di gran lunga prevalente resta il tempo determinato (57%), mentre i contratti a tempo indeterminato crescono solo marginalmente arrivando all’18,5%.
- Forte mismatch (irreperibilità dei profili): Persiste un grave scostamento tra domanda e offerta di lavoro: circa la metà delle posizioni aperte è difficile da coprire. Le difficoltà maggiori si riscontrano per:
- Operai metalmeccanici specializzati (introvabili nel 76,1% dei casi)
- Operai edili (74,3%)
- Conduttori di veicoli e macchinari (69,3%)
- Ingegneri e architetti (64,3%)
- Tecnici delle scienze della salute (61,5%)
Contrazione nei titoli ad alta qualifica: La richiesta di laureati e diplomati ITS scende all’11,6% del totale delle ricerche, mentre cresce la domanda orientata verso le qualifiche professionali (40,8%) e la scuola dell’obbligo (22,8%).
Quadro sintetico delle tipologie contrattuali e dei profili richiesti
Sul fronte delle professioni, ottobre vede in testa la ricerca di addetti alle attività commerciali e ai servizi (28,3%) e operai specializzati (19,5%), mentre arretrano le richieste per professioni tecniche e intellettuali. Tra i contratti flessibili, si confermano quota stabile per la somministrazione (13,4%) e lievi incrementi per apprendistato (6,1%) e co.co.co (5%).





