Occupazione in provincia di Modena: numeri positivi ma situazione in chiaroscuro
È una dinamica differenziata quella che emerge dall’indagine dell’ufficio studi di lapam-Confartigianato di Modena e Reggio Emilia sul mercato del lavoro locale. Dai più recenti dati occupazionali, infatti, tra i principali macrosettori emiliano-romagnoli si assiste a una retrocessione dell’occupazione in un settore d’eccellenza come quello manifatturiero, mentre al contrario il turismo si conferma un settore trainante. A questo quadro si aggiunge la preoccupazione legata all’attuale shock energetico in corso, che rappresenta una “gelata di primavera” sulla ripresa della produzione manifatturiera, andando a indebolirne ulteriormente la domanda di lavoro. Come si evince dall’indagine, l’Emilia-Romagna è la seconda maggiore regione per crescita dell’occupazione nel 2025 (+2%), dietro solo alla Campania (+2,6%). Nel confronto con le principali regioni, l’Emilia-Romagna risulta prima per crescita nei Servizi e Costruzioni, mentre ha il calo più accentuato nell’occupazione manifatturiera.
I dati occupazionali a Modena
Modena è la prima provincia in regione per crescita nei Servizi registrando un +13,9%. Anche nelle Costruzioni, si osserva una crescita più accentuata nella provincia di Modena con un +42,6%. Ma l’area modenese, in controtendenza, è anche la prima provincia in Regione dove si concentra maggiormente il calo dell’occupazione manifatturiera con un -24,6%. Nel dettaglio per posizione professionale, la crescita occupazionale in regione è data sia dall’aumento dei lavoratori dipendenti (+12mila), che in misura ancora più consistente della componente indipendente (+28mila). Per provincia, Modena è la seconda provincia in Emilia-Romagna per crescita dell’occupazione indipendente con +18%, compensando il forte calo degli occupati dipendenti della provincia.
L’Emilia-Romagna è tra le prime dieci regioni europee per numero di occupati nella manifattura che rappresentano oltre un quarto degli occupati totali, a fronte di un’incidenza media in Unione Europea a 27 del 17,4%. Nel settore manifatturiero in Regione un addetto su cinque (il 19,8%) è artigiano: la provincia modenese è in linea con la media regionale e registra un 19,9%. Nonostante rallenti la domanda di lavoro, rimane comunque alta la difficoltà di reperimento. Nel periodo da aprile a giugno 2026, a livello provinciale a Modena si osserva un calo delle entrate previste pari a un -3,7%. La difficoltà di reperimento ad aprile 2026 rimane elevata. A Modena è di difficile reperimento il 49,2% del personale, dato in miglioramento rispetto ad aprile 2025 di 5,9 punti percentuali. A fronte di questa difficoltà, le imprese hanno trattenuto quando possibile il personale anche in momenti di minore carico di lavoro.
A livello regionale
Dall’analisi delle 460 risposte al sondaggio d’ascolto “Le attese degli imprenditori emiliano-romagnoli nell’autunno 2025”, promosso da Confartigianato Emilia-Romagna tra le micro e piccole imprese e imprese artigiane associate, emerge che il 58,1% delle realtà con dipendenti ha trattenuto personale, anche a fronte di un calo della produzione, nel corso del 2025. Questo fenomeno è dovuto al timore di non riuscire a sostituirli in futuro, vista l’elevata difficoltà di reperimento del personale, e giustifica una parziale tenuta dell’occupazione, anche a fronte di un contesto economico non favorevole.
Daniele Mazzini, presidente dei Lapam-Confaretigianato di Modena e Reggio Emilia: “L’indagine dell’ufficio studi dell’associazione a pochi giorni dalla Festa del Lavoro aiuta a fotografare la situazione in maniera nitida. Modena, e più in generale l’Emilia-Romagna, è tra i poli trainanti dell’economia regionale e nazionale. Proprio per questo motivo, le nostre imprese sono particolarmente esposte ai possibili effetti di una frenata del commercio internazionale e della crisi energetica. Nel 2025 l’occupazione manifatturiera in regione subisce il secondo calo più severo tra le principali regioni manifatturiere europee, facendo peggio rispetto alla media UE27 (-0,3%) e ad altre maggiori regioni come Veneto e Lombardia. Il nostro auspicio è che la crisi internazionale che stiamo attraversando possa trovare presto un equilibrio per permettere a imprenditrici e imprenditori di poter operare con una visione anche a medio lungo termine.”





