Sassuolo, la ceramica regge nel 2025 ma resta l’ombra di ETS e infrastrutture
Annata senza gioia e senza drammi il 2025 per la ceramica italiana. Un anno di galleggiamento, in sintesi. A Sassuolo , nella sede di Confindustria Ceramica, i dati dicono che per le piastrelle di ceramica il 2025 si chiude con un lieve incremento dei volumi di vendita e della produzione. Secondo Prometeia è stato un altro anno di moderato incremento, con volumi di 386 milioni di metri quadrati (+2,0% rispetto al 2024), con le esportazioni più toniche che toccano e di poco superano i 300 milioni di metri quadrati (+2,4%) e le vendite sull’ Italia intorno agli 85 milioni di metri quadrati (+0,8%). In Europa l’ export segna leggere crescite sui principali mercati, mentre incrementano in modo più marcato le vendite in Europa Orientale e Medio Oriente. Il dato di preconsuntivo della produzione è stimato in recupero del +5%.
Il presidente Augusto Ciarrocchi segnala le iniziative associative principali dell’ annata “Ad inizio maggio al Teatro Carani abbiamo realizzato, assieme all’Università di Modena e Reggio Emilia, il convegno “L’industria ceramica italiana: il problema dell’energia”, un’occasione importante per portare all’attenzione del pubblico e del territorio il tema centrale dell’impatto crescente dei costi energetici e del sistema ETS”. Questo sistema , nato per fini ambientali per ridurre le emissioni di anidride carbonica, è stato distorto dalla speculazione finanziaria , portando il costo di acquisto delle quote Ets a livelli stratosferici e provocando di conseguenza una riduzione degli investimenti per non intaccare la liquidità aziendale. Il costo del metano si mantiene su livelli ben inferiori ai valori drammatici del biennio 2022-23, ma comunque ben superiori alla media del decennio scorso.
Il meccanismo infernale degli ETS è il cuore delle preoccupazioni degli industriali del settore “Negli ultimi dieci anni l’industria ceramica ha investito oltre 4,3 miliardi nella transizione energetica, ma il sistema EU-ETS sta imponendo costi enormi a un settore che contribuisce solo allo 0,9% delle emissioni europee in ETS- spiega il Presidente – Tra il 2021 ed il 2025 il settore ha speso 130 milioni di euro ogni anno, destinati ad aumentare a 180 milioni nel prossimo quinquennio per poi, dal 2031, superare i 225 milioni l’anno, riducendo margini e investimenti e aumentando il rischio di delocalizzazione, mentre il mercato europeo dovrà affrontare una concorrenza sempre più pressante. Senza interventi urgenti e mirati, l’industria ceramica rischia la sopravvivenza di fronte a una concorrenza internazionale spesso priva di regole ambientali, sociali e salariali, e talvolta sostenuta da pratiche di dumping o aiuti di Stato”. Qui le maggiori preoccupazioni riguardano l’ India, dato che il dazio antidumping troppo modesto ha fallito il suo obiettivo a differenza di come aveva funzionato sulla Cina
Immancabile ritornare anche stavolta sul tema delle infrastrutture, e sulla Bretella Campogalliano-Sassuolo.” In questi giorni assistiamo a polemiche che facciamo fatica a comprendere sulla realizzazione dell’opera, che noi da sempre riteniamo prioritaria, non per il tempo da cui è attesa, ma per il futuro del distretto- dettaglia Ciarrocchi . C’è una concessione rilasciata dopo che sono state attuate tutte le valutazioni ambientali previste; c’è una dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e c’è un soggetto concessionario che adesso ha l’obbligo di realizzarla. E, soprattutto, c’è un territorio che necessita di un collegamento autostradale efficiente e che avrebbe molti benefici anche dalle opere di adduzione previste. In un contesto ordinato e funzionante, di fronte a questi presupposti, l’opera si sarebbe già realizzata”. Insomma pare che la telenovela non sia ancora vicina alla fine.
Giorgio Pagliani





