Ultimo aggiornamento:  3 Aprile 2025 5:12

“Sollecitare l’UE sui dazi, intraprendere azioni di negoziazione con l’amministrazione Trump”

Angelica Ferri Personali, esperta di finanza e mercati interviene sulle decisioni di Donald Trump sui dazi e conferma la linea tenuta fino ad ora da Emanuele Orsini, presidente nazionale di Confindustria.

“Fondamentale è sollecitare l’Unione Europea sui temi dei dazi, intraprendere azioni di negoziazione con l’amministrazione Trump, per prevenire ulteriori escalation” afferma Personali.

Le recenti mosse politiche e finanziarie dell’amministrazione Trump hanno costretto l’Europa a rivedere le proprie strategie economiche e commerciali, cercando di adattarsi a un panorama internazionale in rapida evoluzione. I dazi imposti dagli Stati Uniti avranno un impatto considerevole su settori italiani fortemente orientati all’export. 

“Penso alle nostre aziende emiliane, se gli Stati Uniti imponessero dazi elevati (come il 25% ventilato) sui beni importati dall’Unione Europea e dall’Italia, le aziende di Modena che esportano negli USA si troverebbero a dover pagare queste tasse. Questo aumenterebbe il costo dei loro prodotti una volta arrivati sul mercato americano. L’aumento dei prezzi renderebbe i prodotti modenesi meno competitivi rispetto a quelli di produttori americani o di altri paesi non soggetti a tali dazi. Questo potrebbe portare a una diminuzione della domanda da parte dei consumatori e delle aziende statunitensi. Modena è un polo importante per la produzione di auto di lusso, veicoli industriali e componentistica. Questo settore rappresenta una quota significativa delle esportazioni modenesi verso gli Stati Uniti (oltre la metà dei circa 3 miliardi di euro esportati). Dazi elevati su questi prodotti avrebbero un impatto diretto e sostanziale sulle aziende del territorio, inclusi marchi prestigiosi come Ferrari e Maserati. Modena è un distretto importante per la produzione di macchinari industriali, inclusi quelli per la ceramica. Dazi su questi beni renderebbero più costoso per le aziende americane acquistare macchinari italiani, favorendo i produttori locali o di altri paesi. Anche il settore agroalimentare potrebbe subire ripercussioni. Il rapporto tra Pil ed esportazioni a Modena è molto alto (quasi il 60%), significativamente superiore alla media italiana. Questo rende l’economia modenese particolarmente sensibile alle variazioni del commercio internazionale. Gli Stati Uniti rappresentano una quota molto rilevante (circa il 17,1% nel 2024 – dati Confartigianato e Cna) dell’export totale di Modena, posizionandosi come uno dei principali mercati di destinazione” conferma Personali.