Vinitaly 2026: Modena il Lambrusco che cresce in qualità e che sfida mercati e crisi globali
Dal 12 al 15 aprile 2026, Vinitaly 2026 torna a Verona come principale vetrina internazionale del vino italiano, con oltre 4.000 aziende presenti e operatori da più di 130 Paesi. In questo contesto si inserisce la partecipazione di 25 realtà produttive modenesi, protagoniste di un sistema che unisce Lambrusco – nelle sue espressioni di Sorbara e Grasparossa – aceto balsamico, affiancate dal Consorzio del Parmigiano Reggiano.
La presenza modenese rappresenta una sintesi efficace della Food Valley emiliano-romagnola, dove vino e agroalimentare dialogano in modo sempre più integrato. Negli ultimi anni, il Lambrusco ha conosciuto una significativa crescita qualitativa: da vino popolare a prodotto identitario capace di intercettare nuovi consumatori, grazie a una maggiore promozione anche culturale, alla valorizzazione delle denominazioni e a uno stile più contemporaneo, spesso orientato alla freschezza e alla bevibilità.
Tuttavia, il comparto si presenta a Verona in una fase complessa. Dopo anni di crescita, l’export del vino italiano ha registrato una frenata nel 2025, attestandosi intorno ai 7,7-7,8 miliardi di euro, in calo rispetto al 2024. Una dinamica che riflette un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, dazi, instabilità dei mercati e cambiamenti nei consumi, sempre più orientati alla moderazione.
Anche i produttori modenesi devono fare i conti con queste criticità: il rallentamento della domanda internazionale, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, che impone nuove strategie agronomiche e gestionali. A ciò si aggiunge la competizione crescente sui mercati esteri, dove il Lambrusco è chiamato a consolidare il proprio posizionamento qualitativo.
In questo scenario, la partecipazione a Vinitaly assume un valore strategico: non solo occasione commerciale, ma momento di racconto e rilancio. Le 25 aziende modenesi, insieme ai consorzi e alle eccellenze agroalimentari, puntano a rafforzare l’identità di un territorio che ha fatto della qualità, della tradizione e della capacità di innovare i propri punti di forza, guardando con fiducia – ma anche realismo – alle sfide future del settore.
fp





