Moda sostenibile e innovazione: da Carpi la sfida della canapa e del passaporto digitale
Presentati al Polo tecnologico due progetti innovativi da 600mila euro per rilanciare il distretto tessile tra filiera corta e tracciabilità 4.0.
Presso la sede del Polo tecnologico di Carpi si è svolto un seminario molto partecipato dalle aziende del distretto tessile, incentrato sul tema ormai dominante della sostenibilità. Il Futuro della Moda era il titolo, che abbracciava l’ utilizzo delle fibre naturali, il riuso, il design circolare e le tecnologie avanzate.
Nell’ introduzione il presidente di Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi Mario Arturo Ascari ha lanciato un chiaro monito alle imprese di un settore, che sta soffrendo negli ultimi anni problemi di mercato pesanti “ Nel distretto il cambiamento può avvenire solo se chi deve cambiare è consapevole che ciò deve avvenire ed è determinato a portarlo avanti”.
Clou della mattinata è stata la presentazione di due progetti particolarmente innovativi, che hanno acceduto complessivamente ad un contributo a fondo perduto di circa 600.000 di un bando regionale, basato su fondi europei.
Il primo si chiama “WATER RETTING 4.0 Sviluppo e sperimentazione di un bioreattore industriale per l’ estrazione della Fibra di canapa e la produzione sostenibile di tessuti e materiali per l’edilizia” e punta a ricavare una fibra tessile dagli scarti della macerazione e dalla decorticazione dei fusti di canapa , che può essere utilizzata in mischia canapa-lana e canapa-cotone e impiegata come filato e come tessuto. Ma non solo, agendo sul canapulo, che è la parte legnosa dello stelo di canapa, si possono ottenere materassini in fibra di canapa e anche mattoni, miscelando la canapa con la calce e quindi il loro utilizzo nell’ edilizia. Come ha spiegato Olver Zaccanti dello studio MM di Nonantola, l’ Università di Pisa sta realizzando i suoi nuovi padiglioni con blocchi di canapa e calce ed esiste già dal 2009 una casa a S. Giovanni in Persiceto, costruita interamente con canapa e calce.
Gruppo PRO CANAPA , nato per ricreare la filiera della canapa.
Il progetto, arrivato primo su 150 approvati dalla Regione, è stato poi illustrato da Emilio Bonfiglioli del Centro Qualità tessile
“Vogliamo riuscire a creare una filiera di prodotti tessili direttamente in Regione. Oggi subiamo il fatto che i prodotti sono realizzati prevalentemente all’ estero. Obiettivo è evitare l’importazione e arrivare al Made in Emilia Romagna, realizzando prodotti di nicchia , che permettano alle aziende di restare sul mercato in una fascia medio-alta”. Prodotti con grande durabilità e riciclabili e con un valore aggiunto diverso rispetto ai prodotti importati. Per giungere a questo risultato bisogna lavorare con passaggi diretti tra agricoltura e tessile, vale a dire una Filiera corta, che sappia ridurre i tempi tra la raccolta della canapa e la filatura tessile, recuperando capacità competitiva e realizzando capi durevoli e sostenibili.
L’ altro progetto esposto RI-uso è invece incentrato sull’ esigenza delle imprese di adeguarsi agli imminenti regolamenti europei in tema di sostenibilità e circolarità, in particolare quelli sulla responsabilità estesa del produttore e sul passaporto digitale di prodotto. E’ stata creata una piattaforma Software , che consente di leggere le informazioni presenti nel Passaporto in modo di dare tracciabilità al prodotto, dall’ immissione sul mercato della materia prima fino all’ ultimo passaggio.
Scansionando un QR Code dall’etichetta di un capo, sono visualizzabili tutte le informazioni sull’ articolo. Inoltre si possono confrontare due o più prodotti, verificando dati come il paese di origine e l’ impronta carbonica.
L’ Unione Europea ha deciso che il Passaporto Digitale di prodotto entrerà in vigore a metà del 2029 dopo un periodo di transizione di 18 mesi e coinvolgerà diversi settori, iniziando da quello delle batterie. A detta di Massimo Garuti di Carpi Fashion System , che ha partecipato anche ad una recente meeting a Valencia in materia, siamo all’avanguardia rispetto alle altre nazioni. Inoltre è stato anche presentato un brevetto in seguito alle elaborazioni del progetto Ri-uso e una domanda di modello da registrare a livello europeo.
In conclusione dell’ incontro il direttore generale della Direzione Ricerca , Lavoro e Imprese della Regione Roberto Ricci Mingani nel felicitarsi per il livello dei progetti ha invitato anche le associazioni di categoria ad attivarsi sui progetti di ricerca perché “Aumentando il numero di imprese, la ricerca costerà sempre meno”-
Giorgio Pagliani





