Ultimo aggiornamento:  12 Ottobre 2026 5:00

Pane: in lieve calo i produttori a Modena e Reggio Emilia

È uno degli alimenti che non può mai mancare sulle tavole degli italiani e anche modenesi e reggiani ne sono ghiotti. Parliamo, ovviamente, del pane, di cui il 16 ottobre prossimo ricorre la Giornata Mondiale. E proprio in occasione di questa speciale ricorrenza, l’ufficio studi di Lapam-Confartigianato Modena e Reggio Emilia ha analizzato l’andamento del settore, con un focus sulle attività che producono prodotti da forno e farinacei nella provincia modenese e in quella reggiana.

Giornata Mondiale del Pane 2026: la filiera a Modena
Stando agli ultimi dati aggiornati al 30 giugno 2026, nel territorio provinciale si contano oltre 400 imprese attive, l’81,1% delle quali, pari a 326 realtà, sono artigiane. Prosegue il calo dei forni: rispetto al primo semestre del 2025 si sono perse 4 imprese.

Giornata Mondiale del Pane 2026: la filiera a Reggio Emilia
Stando agli ultimi dati aggiornati al 30 giugno 2026, nel territorio provinciale si contano oltre 250 imprese attive, l’86,1% delle quali, pari a 216 realtà, sono artigiane. Prosegue il calo dei forni: rispetto al primo semestre del 2025 si sono perse 7 imprese.

I dati in Regione
Di pari passo continua la difficoltà di reperimento del personale: a livello regionale quattro panettieri e pastai artigiani su cinque sono difficili da reperire. In Emilia-Romagna delle 1.640 entrate previste dalle imprese nel 2025 per le professioni di panettieri e pastai artigianali, 1.330 unità, ossia l’81,1%, risulta di difficile reperimento. Una quota superiore rispetto alla media nazionale del 50,4%. Rispetto al periodo pre-pandemia, le imprese del settore prevedono di assumere più del doppio dei profili, pari a 1.020 posizioni in più, in crescita anche rispetto al 2024 con un +19,7%. Già nel 2024 erano ritenute difficili da reperire quasi due terzi delle figure del settore, e nell’ultimo anno si è osservato un ulteriore incremento di 19,8 punti percentuali. Questo trend è andato intensificandosi negli ultimi anni post pandemia, mentre nel 2019 la difficoltà di reperimento di queste figure professionali si fermava al 32,3%.

Davide Nini, presidente della categoria Alimentazione di Lapam-Confartigianato di Modena e Reggio Emilia ha commentato: “Il pane è uno degli ingredienti principali della nostra dieta. Dietro ogni forma ci sono la competenza di un fornaio, la qualità delle materie prime e una filiera che rispetta i tempi della natura. Acquistare pane artigianale non significa solo premiare la qualità, ma anche sostenere un modello produttivo sostenibile. I nostri panificatori scelgono farine locali, riducono gli sprechi e adottano pratiche rispettose dell’ambiente. I fornai sanno unire tradizione e innovazione: rispettano le ricette di un tempo, ma investono in tecnologie pulite e in processi produttivi efficienti. In questa giornata vogliamo ricordare quanto sia importante scegliere il pane fatto a mano, con cura e con ingredienti italiani.”