Acquisita banca modenese | Modena Industria
Ultimo aggiornamento:  19 luglio 2018 9:06

Acquisita banca modenese

Fondata da un gruppo di imprenditori di Modena e Bologna la banca, che stava ottenendo ottimi risultati, è stata ceduta a una società finanziaria presieduta da Corrado Passera

C’è stata in primavera a Modena un’acquisizione nel mondo bancario modenese, che è passata quasi sotto silenzio. Ad aprile la Spaxs di Corrado Passera, ex amministratore delegato di Banca Intesa e poi ministro nel Governo Monti, ha acquisito il 98,3% di Banca Interprovinciale, la piccola banca locale fondata nel 2008 da un gruppo di imprenditori modenesi.

Ma perché una Spac (acronimo di special purpose acquisition Company) cioè un veicolo finanziario, nato per comprare società non quotate in Borsa, ha puntato proprio sulla B.I.P., che possiede 5 filiali nelle province di Bologna e Modena?

Da una breve analisi del bilancio 2017 di Banca Interprovinciale emergeva che la raccolta diretta cioè la somma di tutti i depositi presso l’istituto di credito aveva toccato i 528 milioni con una crescita annua del 13%, mentre  la raccolta indiretta con un +45% aveva raggiunto i 152 milioni. Sul fronte degli impieghi i Prestiti alla clientela segnavano un +20%, arrivando a 326 milioni.

L’utile netto era stato di 3,3 milioni, mentre il patrimonio netto (dato dal capitale più le riserve) era aumentato del +18%, toccando i 60 milioni, ma il dato più brillante in tempi dominati dalle sofferenze bancarie era quello dei crediti deteriorati netti, pari al 3%, un valore molto basso rispetto alla media italiana.

Da qui si comprende come mai la banca è stata valutata in sede di cessione al valore del patrimonio netto di 60 milioni, mentre il ”valore nominale” del capitale sociale è 43 milioni. Quindi il valore totale dell’ operazione, calcolata sul 100% delle quote societarie, supera di quasi il 50% il valore del capitale sottoscritto dai soci senza contare i dividendi incassati. Un’ottima operazione per i soci fondatori della banca , se si considera che la Interprovinciale non è quotata in Borsa, fattore non positivo, e che la Cassa di Risparmio di Cento appena “scalata” dalla Popolare di Sondrio pare sia stata ceduta al 50% del patrimonio netto.

Inoltre, dai dati di analisi finanziaria eseguiti da Bloomberg nel corso del 2017 sui bilanci delle principali banche italiana, risulta che solo nel caso di Banca Intesa e Credito Emiliano il valore reale della banca è prossimo a quello del patrimonio, mentre, per citare due Istituti ben presenti sul territorio Emiliano, per Banco BPM e BPER Banca tale  valore era inferiore  al 50% del patrimonio.

Ne consegue che la Banca Interprovinciale in 10 anni, e 10 anni per il mondo economico e finanziario italiano non proprio enusiasmanti, è stata gestita brillantemente, ma ora la “cordata” di Corrado Passera non starà ferma a guardare ed è quindi probabile che punterà a creare un polo bancario, che andrà oltre ai confine emiliani.

Nel frattempo si assiste alla chiara affermazione del mondo Unipol – Lega delle Cooperative all’interno di BPER Banca, oggi guidata dal presidente Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Emilia-Romagna. Con l’acquisizione di una ulteriore quota la compagnia assicurativa Bolognese  arriva al 15% del capitale, preannunciando di poter salire al 19,9% entro fine anno. Fatto ciò, la fusione tra BPER Banca e Unipol Banca sarà prossima. Qualche grattacapo e qualche rimpianto sicuramente passerà nei pensieri della sana imprenditoria Emiliana…forse è passato un treno, che non si è saputo  prendere.

Giorgio Pagliani