Cersaie 43, la ceramica contro il caro-energia: “L’ETS è una tassa infernale”
Cersaie 43 ha aperto a Bologna in un periodo di grande travaglio per il settore ceramico , afflitto dagli annosi problemi derivanti dal costo crescente del gas metano usato nel ciclo produttivo e dal meccanismo europeo degli Ets, nato per favorire produzioni più ecologiche, ma che si sta traducendo in una tassa infernale, sempre più esosa a carico delle aziende ceramiche europee e italiane in particolare.
Il Presidente di Confindustria ceramica Augusto Ciarrocchi ricorda i numeri del settore, che impiega 40.000 dipendenti diretti ,che con l’ indotto arrivano a 120.000 addetti, e che raggiunge i 5 miliardi di export su 7,5 di fatturato .
“L’ Industria in Italia è diventata uno sport estremo – commenta ironicamente – Per la ceramica non c’è altro vettore rispetto al gas metano , ma non ci tiriamo indietro dalla transizione ecologica”.
Sulla revisione in corso del sistema Ets – spiega – “la richiesta immediata è un correttivo mirato del benchmark combustibile per le piastrelle, che allinei le quote gratuite alla realtà tecnologica del settore ed eviti la delocalizzazione”. Sulle misure nazionali per influenzare il costo dell’ energia, Ciarrocchi chiede interventi mirati per stabilizzare una quota della base di consumo — indicativamente il 30% — attraverso meccanismi capaci di garantire un prezzo medio stabile e permettere così alle imprese di programmare, invece di rincorrere ogni mese la bolletta. Per il resto restano due risorse nazionali da valorizzare: il gas nazionale, la cui produzione dà segnali di ripresa , e il biogas, risorsa locale destinata secondo il Governo a una crescita significativa, il cui utilizzo va indirizzato con decisione verso i processi industriali più difficili da elettrificare.
L’ A.D. dI ENI Claudio De Scalzi si è mostrato molto netto nel suo giudizio del panorama in corso a livello mondiale ed europeo. “ La sostituzione del carbone è un processo avviato da 60 anni a livello internazionale, ma ciò nonostante non sono state considerate le tempistiche per la sostituzione del petrolio e del Gas . L’ obiettivo di eliminare l’uso del gas al 2030 è stato deciso dall’ Unione Europea nel 2019 , ma allora non si è fatto il conto nè con le guerre, ne’ con l’utilizzo delle rinnovabili”.
Si è creata di conseguenza una situazione, in cui gli Stati, che hanno le risorse primarie, se la passano brillantemente, ma gli altri, come l’ Italia, dove manca la raffinazione e ormai anche la chimica, soffrono.
E qui il tono dell’ intervento dell’ ingegner De Scalzi sale “Abbiamo dato un contenuto religioso alle rinnovabili”, ma per loro natura forniscono una energia discontinua e non programmabile. “Le scelte sull’energia non sono sostitutive, ma additive” e quindi non bisogna dimenticare il nucleare e ogni altra fonte .
Se questo è il quadro, “situazione più che straordinaria”, per l’ A.D. di ENI non ci sono dubbi “bisogna sospendere gli Ets . Abbiamo ucciso l’automotive, la chimica quasi e ora l’ Europa deve avere ossigeno per respirare” .
I due ministri intervenuti Tommaso Foti per gli Affari Europei e Adolfo Urso delle Imprese e del Made in Italy hanno mantenuto toni più felpati negli attacchi all’ U.E., rivendicando il “ruolo attivo dell’Italia nel difendere in Europa le giuste richieste dell’industria ceramica, fortemente penalizzata dai meccanismi di assegnazione delle quote ETS, convinti che l’azione italiana possa raccogliere l’appoggio di altri Paesi e superare così una distorsione del sistema”. Il Ministro Tommaso Foti ha poi indicato nei dettagli operativi imposti da Bruxelles, citando il principio DNHS – Do Not Significant Harm – limiti alla destinazione dei fondi di investimento proprio alle imprese che devono decarbonizzare, mentre il Ministro Adolfo Urso ha sottolineato come “solo adesso, dopo 23 anni dalla mia prima proposta, l’Europa sta accogliendo il tema del made in, particolarmente significativo per l’industria ceramica che esporta in tutto il mondo”.
Il presidente della Regione Michele De Pascale da una parte ha preso posizione sul tema Ets, dichiarando che l’ unico benchmark da considerare è il livello di emissioni attuali che genera il settore ceramico italiano, mentre sul costo dell’ energia patito dalle imprese ha precisato che in Italia siamo i più penalizzati , “gli ultimi in classifica”. Quindi “serve una strategia più efficace in Italia per ridurre il costo dell’ energia e in particolare il costo del gas per la manifattura”.
In conclusione del giro di interventi il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha esordito con un “E quindi?” illuminante per indurre i vari partecipanti a passare dalle parole ai fatti, con riferimento innanzitutto al DL Bollette che da febbraio è rimasto inattuato, in attesa del giudizio europeo. In altre parole per Orsini è arrivato il momento di andare avanti, anche senza il placet di Bruxelles, perché non è accettabile che il prezzo dell’energia elettrica, così alto in questa fase, sia uguale per tutte le produzioni, indipendentemente dalla fonte utilizzata.
Giorgio Pagliani





