Ultimo aggiornamento:  30 Gennaio 2025 12:29

EDILIZIA – Imprese edili in lieve calo sul territorio modenese

Da segnalare l’aumento degli installatori di infissi e dei costruttori di coperture. Cala il numero di transazioni di immobili, mentre cresce leggermente il prezzo delle abitazioni.

Flettono leggermente le imprese edili a Modena e sul territorio provinciale. A rivelarlo è la Camera di Commercio di Modena. Il tessuto imprenditoriale, dopo tre anni di crescita, ha subito nel 2023 una contrazione del –0,5%. L’andamento è però diverso a seconda dell’attività: crescono gli installatori di infissi, i costruttori di coperture e gli ingegneri civili. Diminuiscono, invece, gli intonacatori, i piastrellisti, gli idraulici e gli elettricisti. Stando ai numeri l’edilizia in provincia di Modena conta 10.605 imprese attive (il 16,8% del totale delle aziende modenesi), con una quota significativamente alta, il 70,4%, di imprese artigiane.

Lo stock residenziale della provincia è invece stabile: sono presenti 397.581 abitazioni al 31/12/2023, circa 1,3 per ogni famiglia. La superficie stimata è di 48 milioni di metri quadrati, pari a 67,9 metri quadrati per abitante e 120,7 metri quadrati per abitazione. Più della metà delle abitazioni sono di tipo civile, le economiche ed i villini sono entrambi il 20% circa, mentre rimangono residuali le abitazioni di livello inferiore. Vi è una tendenza all’aumento delle abitazioni più signorili, mentre sono in diminuzione quelle di minor valore.

Il numero degli edifici non residenziali è invariato rispetto al 2022, la maggior parte di essi è costituito da negozi (33,7%), seguiti dai fabbricati connessi all’agricoltura e dai fabbricati industriali (17,3%), tuttavia proprio questi ultimi detengono la rendita catastale maggiore (42,9% del totale).

Le transazioni nel mercato immobiliare, dopo il rimbalzo post pandemia del 38,6% per il mercato residenziale e del 33,5% per quello non residenziale, hanno presentato nel 2023 una flessione del 3,4% per gli immobili residenziali e del 2,8% per quelli non residenziali, probabilmente anche a causa dell’aumento dei tassi applicati dalle banche.

L’indice Istat del costo di costruzione di un fabbricato residenziale ha subito un forte incremento a partire da gennaio 2022, dovuto all’aumento sensibile di numerose materie prime utilizzate nelle costruzioni. Tale crescita è culminata in un massimo del 13,6% a maggio 2022, a partire dal 2023 tuttavia decresce rapidamente per poi stabilizzarsi.

Da ultimo, ma non meno importante, un’indagine di Nomisma, i prezzi delle abitazioni mostrano una crescita nettamente inferiore al costo di costruzione nel 2022, tuttavia nel 2023 hanno una ripresa del 4,4% che si riduce al 2,1% nel 2024, riducendo la forbice tra i due trend.

Per maggiori approfondimenti:
E-Elle – Capitolo 10 – Costruzioni 

Fili.Pe