Ultimo aggiornamento:  25 maggio 2018 10:29

La svolta nel taglio

L’azienda di Concordia apre un nuovo spazio espositivo per illustrare le capacità della taglierina 4.0, tutta italiana, che sta conquistando il mercato

 Fare bene le cose semplici nell’era dell’innovazione è diventato sempre più difficile, migliorarle ed innovarle significa vincere la sfida del futuro. Una sfida che Tornerie Riunite, storica azienda con sede a Concordia sulla Secchia, specializzata nella tornitura e fresatura conto terzi e nella produzione di macchine per l’automazione industriale, ha già vinto nel recente passato. Prima contro la crisi che, dal 2007, ha obbligato ad una riorganizzazione della produzione oggi orientata con successo e, con fatturato in crescita, sulle piccole e medie serie (una scelta che si è spinta a soddisfare anche richieste di un singolo pezzo per singolo cliente); poi contro il terremoto che, per Tornerie Riunite, con sede in una struttura ben costruita al punto da consentire la ripresa dell’attività a due giorni dalle scosse del 20 e 29 maggio, ha portato ad un cambio della produzione dovuta alla necessità del momento di avere a disposizione prodotti di carpenteria metallica per la messa in sicurezza degli edifici.

Oggi, la nuova sfida è stata lanciata dai fratelli Forghieri Stefano e Sebastiano a loro stessi, insieme al papà sempre al loro a fianco in azienda, perché quando la voglia di fare ed il “saper fare” si uniscono, allora nascono nuove idee e nuovi prodotti, che differenziano la produzione tradizionale ed i target di riferimento: come Speedy Cut. Nome inglese ma emblematico di una macchina da taglio, completamente italiana, realizzata da Tornerie Riunite, capace di garantire tagli veloci e di grande precisione di tubi, ed altri elementi plastici o di gomma provenienti da impianti d’estrusione o da bobina, con principale applicazione nel campo del biomedicale e non solo. Di Speedy Cut si occupa soprattutto Stefano, che incontriamo presso la sede di via Brodolini, a Concordia. Qui, nel capannone dove le strutture in ferro che armano le pareti segnano ancora il ricordo del sisma, lavorano oggi 17 dipendenti, con i titolari sempre presenti. Qui l’esperienza si fa formazione sul campo per i giovani. Qui, la produzione va dai pezzi più piccoli realizzati in ferro, come raccordi da un centimetro, a giganti in alluminio e ferro, come il grande ‘gomito’ della conduttura principale di una centrale idroelettrica, o della sua turbina. Un vanto per papà Laris, che insieme ai suoi figli, quei grandi pezzi li ha non solo costruiti ma anche messi in opera. Colossi da mostrare con orgoglio al nostro obiettivo, simbolo di una cultura d’impresa che si tramanda tra generazioni. Un passaggio generazionale di esperienza confermato anche dai numerosi giovani addetti alle macchine, con meno di 30 anni. Anche se – afferma Stefano – non è facile trovare giovani pronti a sporcarsi le mani e disposti ad imparare e mettersi in gioco quando il lavoro si spinge a produrre macchine innovative, create per operare nelle cosiddette camere bianche. Come Speedy cut, la taglierina automatica a funzionamento esclusivamente elettrico, con applicazioni soprattutto nel settore del biomedicale.

Come è venuta l’idea di Speedy Cut ed in che cosa si differenzia da quelle più tradizionali che avevate già prodotto in passato?

“Si tratta dell’evoluzione di una taglierina che già producevamo da 15 anni per il settore biomedicale, e che oggi è stata profondamente innovata attraverso un cuore elettronico che ne migliora le prestazioni, sia in termini di precisione che di velocità, rendendola già pronta per le industrie 4.0’” – spiega Stefano Forghieri.

Ammiriamo Speedy Cut all’opera e ci facciamo spiegare il funzionamento nella nuova sala predisposta per le dimostrazioni allestita in via Novella, a poca distanza dalla sede centrale dell’azienda. Rimaniamo impressionati nel vedere Speedy Cut inghiottire metri di tubo in pvc morbido per dispositivi biomedicali in pochi secondi, tagliandoli in parti perfettamente identiche, al ritmo di decine, su decine, di tagli al secondo La taglierina, pur utilizzando una semplice lama da cutter, è dotata di un motore così potente e allo stesso tempo così preciso, che di tagli, privi di alcun difetto e pronti alla prova microscopio, può arrivare a farne anche 75 al secondo. Un risultato straordinario che la rende davvero unica al punto di avere già incrementato gli ordini per averla anche a noleggio. “Un cliente fornitore di aziende biomedicale, è riuscito a produrre in una settimana di noleggio, il magazzino di un anno” – sottolinea Stefano Forghieri – “Teniamo sempre macchine a disposizione per il noleggio così come abbiamo a disposizione dei nostri clienti taglierine come sostituzione in caso di problemi o manutenzione. L’assistenza al cliente e la capacità di dare risposte veloci e personalizzate rimane un priorità per Tornerie Riunite e vale sia per l’attività tradizionale,sia per quella di Speedy Cut”.

“L’interesse riscontrato in due fiere, in Germania e a Parma, è stato molto positivo e la collaborazione con un commerciale inserito nel settore biomedicale, ha fatto il resto” – continua Stefano.

Le ragioni per essere soddisfatti ci sono: fatturato in crescita, sia per quanto riguarda il prodotto Speedy Cut, sia per la crescita di mercato della parte tradizionale dell’attività; ma alla TR sono abituati a stare con i piedi per terra e a non fare mai, come ci conferma papà Laris, il passo più lungo della gamba.

“Nel 2004, anno in cui iniziammo a produrre taglierine, ne vendevamo 5 o 6, con il passaparola. Da quegli anni la produzione e la vendita di questo tipo di macchine è quintuplicato. Fino a Speedy Cut che ha rappresentato una sorta di svolta anche nella tipologia di applicazione. Basta sostituire una boccola di uscita e sotto la lama della macchina possono passare tutti i tipi di tubo, da 2 a 20 mm, di materiale plastico ma anche altro, come guarnizioni, ad esempio che Stefano ci mostra nello show room e provenienti da una ditta tedesca destinate alle portiere delle auto. Ma è nel cuore del distretto biomedicale quello in cui Speedy Cut è destinata a trovare il suo più importante mercato di riferimento. “I fornitori delle grandi aziende biomedicali possono abbattere i costi e noi siamo pronti ad accompagnarli nella scelta della macchina che fa al caso loro, anche con contratti noleggio”.

I nuovi locali espositivi aperti in via Novella, servono proprio a questo: toccare con mano le straordinarie potenzialità di questa macchina, prodotto di punta di un’azienda a conduzione famigliare radicata con la propria storia nel cuore dell’Emilia, persone che lavorano e producono con la passione del “ fare e del saper fare” che rappresenta ancora il miglior antidoto alla crisi e la formula alla base della capcità di guardare lontano.

Gianni Galeotti