Ultimo aggiornamento:  9 maggio 2018 4:57

Meccanica agricola in attesa

Si invoca lo sblocco dei PSR, si rafforza l’export, mentre iniziano a vedere la luce i primi progetti agri-tech

120 anni di Fieragricola, 113 edizioni. Traguardo storico per Verona, come pure per l’intero settore. Numeri, con riferimento a quest’ultimo che invece paiono ancora altalenanti: in calo la superficie coltivata e gli allevamenti di bestiame (dati censimento 2013), mentre aumentano gli agriturismi. Il settore meccanico, trattrici in particolare viene dato in forte crescita invece: + 23,8 il 2017, dopo la flessione che aveva caratterizzato il decennio 2007-2016, del 32%. Almeno questo dovrebbe strappare qualche sorriso dalle nostre parti, ma sono pochi e a denti stretti. E la ragioni sono diverse, note, che si rincorrono da almeno quattro anni. C’è la questione legata ai pagamenti, la burocrazia; c’è un mercato, quello italiano, che vorrebbe tornare a crescere e che scalpita, ma che a loro dire resta ingessato.

Ingessato soprattutto per il blocco dei PSR, i Piani di Sviluppo Rurali, a cui sono in tanti, troppi ancora in attesa. O meglio alcuni di fatto sono stati ‘smobilitati’, ma, o hanno interessato pochissime regioni, o sono talmente mirati – pensiamo a quelli rivolti alla sola agricoltura biologica – “Da risultare significativi solo parzialmente per il comparto che avrebbe bisogno di una scossa ben più forte”, ha raccontato e ripetuto più d’uno. Non per questo però prevale lo scoraggiamento. Anzi con coraggio e sacrifici (sempre tanti), si investe in ricerca ed innovazione. Si ricercano soluzioni d’avanguardia – il settore inizia a sposare l’industria 4.0 (per l’agri-tech siamo ancora intorno all’1%, ma c’è chi scommette che sia solo una questione di tempo e poi sarà boom) e c’è chi anche nel modenese ha avviato progetti di automazione agricola intelligente che vedranno la luce e saranno operativi prima della fine dell’anno – Si fa leva sulla fame di made in Italy (sì pure qui è tanta) che il mondo ha nei confronti dei nostri prodotti – anche del made in Modena, quando si tratta di meccanica • • e macchinari – non a caso gli stranieri “a caccia” erano tanti anche in occasione di questa edizione della kermesse veronese.

Quindi, al pari di tanti altri settori modenesi più in generale italiani è l’export a vincere a mani basse e a tenere in piedi le imprese, consentendo di mantenere e consolidare posizioni di mercato: parola di imprenditori modenesi che ormai arrivano a spedire all’estero anche il 90% della produzione e con pagamenti molte volte anticipati. In tutto il mondo, Russia compresa. Quegli stessi che però consci della trasformazione in atto non mancano di far notare una cosa: la necessità di manodopera specializzata, “Che purtroppo fatichiamo a trovare, anche nei giovani che escono dalle scuole.” Infine i visitatori: un pubblico numeroso ed interessato che il più delle volte, come ormai avviene da diversi anni, si muove perché cerca di finalizzare o di porre le basi per chiudere affari nel breve o al massimo nel medio periodo. PSR permettendo nel caso dell’Italia.

Filippo Pederzini

 


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