Ultimo aggiornamento:  11 novembre 2018 10:57

Meccanica agricola in crescita, ma tutti coi piedi per terra

“Bene, anche quest’ anno. Il prossimo…”, se ne riparlerà da febbraio in avanti. Ecco quello che viene fuori dai modenesi – una settantina circa – che espongono ad EIMA, salone internazionale della meccanica agricola, pure quest’anno, capace di attrarre persone da ogni parte del mondo. E bene, anche dal punto delle visite presso gli stand sempre dei produttori di Modena e provincia, a tratti con persone in attesa di essere ricevute.

Un buon momento dunque, sottolineato anche dalla soddisfazione espressa per la fiera in sé: “Promossa – non hanno fatica ad ammettere – per il numero di visitatori e per la qualità degli stessi. Molto preparati, professionalmente: sanno quello che cercano e vogliono.”

Giudizi che vanno a consolidare il trend positivo che il settore, almeno per le sue imprese Modenesi, sta attraversando sul mercato, estero in particolare: con un export che ormai raggiunge quote fino al 95% della produzione; e con aperture di mercati impensabili fino ad un paio d’anni fa.

Si sorride dunque in tutti gli ambiti dell’agritech, dai macchinari alla componentistica, ai servizi, non mancando di sottolineare come il made in Modena, sia molto ricercato perché sinonimo di alta qualità.

Ma, si sta coi piedi per terra: i dati annuali generali sulle vendite del nuovo sono in frenata (come anticipato), mentre incrementa il mercato dell’usato. Nessuno inoltre nasconde i momenti di difficoltà trascorsi gli anni addietro e nemmeno gli investimenti fatti che hanno consentito di recuperare quote di mercato con incrementi, in alcuni casi del 30%, come nel 2017, definito dai più “anno record”. C’è la consapevolezza di margini che consentirebbero crescita ulteriore, anche grazie ai processi innovatovi innescati da Industria 4.0. Latitano però i tecnici, ricercati da molti, anche per continuare in quel salto di qualità intrapreso per soddisfare un mercato sempre più esigente.

fp