Ultimo aggiornamento:  5 luglio 2018 4:24

Nel segno più

L’azienda di Maranello punta al made in Italy come super natural brand per affermarsi sui mercati

Rispetto alle origini siamo sicuramente un’altra azienda: sia in termini di struttura che di fatturato, ma anche di organizzazione. Al pari di tante altre, rientravamo nell’ambito per cosi dire “a conduzione famigliare”. Oggi invece siamo una realtà più moderna e dinamica, ricalcando il modello delle pmi a pieno titolo. Non abbiamo perso i valori degli inizi però: creatività, flessibilità, rapporti profondi e personali con i clienti, a cui affianchiamo tecnologia produttiva in serie e prodotti taylor made…” Comincia così Riccardo Pieronidi Ferrari & Cigarini, ad illustrare le peculiarità di questa azienda attiva a Maranello nella produzione di macchine e impianti per ceramica ma non solo. Realtà  con quasi 50 anni di storia sulle spalle, ed un bilancio col segno più: “Molte le traversate nel deserto – dice Pieroni – e le difficoltà, tra cui quelli del biennio 2008-09, che hanno  accelerato e favorito cambiamenti di mentalità, organizzazione e prodotto, rafforzandoci”.

Ma, partiamo dal territorio: si è rivelato idoneo per questo genere di impresa? “Ni… il rapporto col comprensorio ceramico sassolese é pieno di contraddizioni ed insidie. Nonostante le enormi potenzialità e le opportunità di sviluppo tecnologico e di mercato che offre, occorre fare sempre i conti col fattore costi finali che pesa sulla voce sviluppo.  Abbiamo tenuto duro, lo facciamo tutt’oggi e andiamo avanti”.

Quanto al personale invece, quanti ad oggi i vostri dipendenti e collaboratori? E nel tempo avete incrementato o diminuito il loro numero? Riuscite a trovare quello più idoneo alle vostre esigenze?“Bella domanda. Prima della crisi 2008/09 arrivammo a 27 dipendenti con un fatturato di circa 6,5 milioni. Le difficoltà che ne seguirono però, furono devastanti trovammo però la forza di riorganizzarci e ripartire da 1,9 milioni con 14 dipendenti fino ad arrivare a 9 milioni nel 2016. Nel 2017 ci siamo assestati a 8,2 milioni dopo una cavalcata fin troppo poderosa. Oggi contiamo circa 40 persone al nostro interno, arrivando ad assumere almeno 2/3 persone l’anno. Anche se trovare personale adeguatamente preparato non è sempre semplice”.

Crescita e posizioni consolidate fanno rima con ricerca: quanto è importante per Ferrari & Cigarini?“È un valore fondamentale per noi, anche se dobbiamo ancora migliorare. La nostra è ancora una ricerca “esperienziale/impulsiva”, cioè un mix di esperienze pregresse del nostro patrimonio tecnologico aziendale e le intuizioni che derivano dalla conoscenza del mercato e qualche volta anche dalle “anticipazioni” dello stesso. Purtroppo non siamo mai riusciti ad instaurare rapporti fissi e continuativi con le Università ma è e sarà uno dei nostri principali obiettivi”.

Chi sono i vostri clienti? Che genere di servizio mettere loro a disposizione?“Offrendo una tipologia di macchinari suddivisi in semiautomatici, automatici compact ed industriali, il target della nostra clientela è vario. Si va da gruppi ceramici di notevoli dimensioni, alla piccola rivendita di piastrelle; dal grande marmista o al piccolo terzista che lavora per grandi fabbriche di ceramica, marmo, pietra… Senza dimenticare i produttori di laterizio. L’ascolto del cliente operando in diversi settori merceologici è fondamentale senza contare che a volte lo anticipiamo guidandolo nella scelta dei macchinari più idonei rispetto alle iniziali richieste. Spesso però il plus è dato dal servizio tecnico post/vendita e da una sorta di consulenza tecnico-commerciale continua. Ad oggi comunque esistono prodotti storici come i macchinari da taglio che continuano ad essere primari per la nostra azienda. Mentre ultimamente è cresciuta anche la domanda per impianti destinati alla lavorazione di grandi lastre”.

Tutti elementi che premettono a due nuovi argomenti: mercato e fatturato. Qual è il trend attuale?“Oggi lavoriamo all’80% per l’estero, ma anche la quota Italia resta importante: con un 70% destinato al territorio nazionale e il restante al comprensorio sassolese. Aggiungo inoltre che Il made in Italy si conferma un vantaggio competitivo enorme, una sorta di ‘super natural brand’; la concorrenza però si fa sentire. Indipendentemente che sia italiana spagnola, turca in qualche settore tedesca, e cinese. I clienti comunque restano affezionati alla qualità di prodotto e quando è avvenuto che ci ha temporaneamente lasciato è poi ritornato. Venendo a fatturato ed andamento aziendale, nel 2016, dopo diversi anni di crescita abbiamo chiuso a 9 milioni di euro, lo scorso anno a 8.200.000, assestandoci. Il 2018 e’ iniziato bene… +5% di fatturato e +15% di venduto. L’im0pegno è quello di provare a fare meglio dello scorso anno.”

Industria 4.0: fa per voi? A che punto siete? “All’inizio, ma ci stiamo lavorando. I clienti iniziano a chiederci impianti produttivi 4.0 ma e’ ancora tutto in divenire qualche istallazione la abbiamo fatta, mentre non mancano i progetti per l’anno in corso”.

L’impresa è l’imprenditore: quali le difficoltà incontrate? Un consiglio da dare alle istituzioni. “Le difficoltà ci sono e sono di ogni genere: interne all’impresa, nella burocrazia e sul carico fiscale, un mercato in continuo e rapidissimo mutamento. Proprio per queste ragioni sarebbero sicuramente utili meno lacci e lacciuoli”.

Filippo Pederzini