Ultimo aggiornamento:  24 ottobre 2018 4:35

Promossi a pieni voti

La realtà modenese crea pezzi unici per i principali settori produttivi presenti sul territorio. E punta su personale altamente qualificato

 “Il successo è indubbiamente importante. Ma a volte sono gli insuccessi che ti fanno crescere ed individuare, ripartendo anche da zero, soluzioni e prodotti originali destinati a lasciare il segno sul mercato.” È una teoria che fonda le sue radici in chi, l’ha sperimentata in prima persona negli anni. ComeEnrico Malagoli, di Malagoli Aldebrando, azienda modenese doc che sorge nell’ormai lontan(issim)o 1961, come produttrice di stampi per la tranciatura e la deformazione a freddo dei metalli. Ma, che a partire dalla fine degli anni ’80, sempre del secolo scorso, converte la produzione al componente finito: “La scelta è stata quella di darci nuove prospettive di mercato”.

Un processo, racconta Enrico, incentivato anche dalle opportunità offerte da un territorio, quello modenese per la molteplicità dei settori produttivi presenti. “Una varietà di comparti che ci hanno stimolato e consentito di realizzare prodotti destinati all’automotive, alla ricambistica agricola e all’aftermarket del movimento terra, al biomedicale… giusto per citarne qualcuno. Ambiti presenti, dalla pianura all’Ap-pennino, passando per la città. Possiamo definirci produttori a tutto tondo, di pezzi unici e di nicchia. Nel comparto industriale e nella ricambistica, seguiamo la produzione di piccoli e medi lotti e il ciclo produttivo va dalla progettazione al componente finale; affiancato sempre da un reparto design che lavora esclusivamente su richiesta di architetti o designer specializzati ed in costante ricerca di prodotti innovativi. Una scelta questa che ci porta attualmente a realizzare in media dai 10 ai 20 prodotti nuovi ogni giorno. Un aspetto che non solo continua a rafforzarci, ma che qualifica e valorizza ulteriormente il nostro lavoro. Sostenuto anche e soprattutto dall’ascolto delle richieste, e dalla condivisione del progetto o dei progetti (a seconda dei clienti) elementi fondamentali quando si parla di alta qualità. Litighiamo a volte solo un po’ coi tempi… come tanti del resto”.

Ma c’è anche un altro aspetto fondamentale secondo Malagoli, definito senza fronzoli “Uno dei principali motori dell’azienda”: la ricerca. “Non si può pensare di fare impresa senza la ricerca e gli investimenti da destinare ad essa, al giorno d’oggi. Quella stessa che parte dallo studio dei materiali da impiegare e passa attraverso l’adozione di strumentazione e macchinari adeguati – sistemi robotici e tecnologie al laser – per arrivare ad un tipo di prodotto finito, ma innovativo sotto una molteplicità di aspetti. Un ambito in cui crediamo e su cui a volte abbiamo scommesso anche il doppio del fatturato. Oggi possiamo dire di essere all’avan-guardia nelle lavorazioni, proprio grazie all’ap-porto fornito dalla ricerca”.

Pare quasi un percorso definito quello seguito dalla Malagoli Aldebrando e declinato nelle parole di Enrico che non manca nemmeno – poteva essere altrimenti? – di fare tappa alla voce capitale umano: “Indispensabile anche quando si tratta di automazione. All’inizio, in origine – fa un passo indietro Enrico – fu mio padre a metterci testa a mani, negli anni ’80 del secolo scorso entrammo sia io che mio fratello Gabriele. Oggi l’azienda conta 25 persone altamente qualificate, dove la forza e la preparazione non sta nel solo lavoro del singolo, ma in quello di squadra. Questo comporta formazione all’altezza delle situazioni e dei cambiamenti, ragione per cui siamo sempre alla ricerca di personale specializzato. Lo creiamo anche – precisa – grazie alla collaborazione con le scuole. In particolare con l’ITIS di cui siamo tra i soci fondatori”.

Le riflessioni sul capitale umano lasciano il posto a quelle sul mercato su cui opera l’azienda. “Il nostro di riferimento è internazionale e locale per il design. Esportiamo direttamente un 10% circa della produzione ed indirettamente l’80%: principalmente in Cina, Olanda, Germania, Brasile. A garanzia del nostro lavoro c’è un made in Italia garantito ed ancor di più un made in Modena importante e molto apprezzato. Non avvertiamo molta concorrenza anche se ci fosse, potrebbe essere alquanto stimolante per la crescita”. Fattore questo che interessa anche la voce fatturato: “Fortunatamente, con tanto impegno e scelte coraggiose probabilmente fatte nei momenti giusti, sempre in crescita, c’è stato un momento di criticità nel 2009 in cui non eravamo tanto preoccupati per noi, quanto per i dipendenti. Ormai rimane un ricordo. Il 2017 è stato archiviato come l’anno in cui abbiamo raggiunto il risultato annuale migliore. Buono anche il trend dell’anno in corso, mentre per il 2019, puntiamo a mantenerci nella scia di questi. L’andamento positivo di questi anni ci ha permesso di investire ed ampliare anche il parco macchine aziendali, tutte già predisposte per il 4.0. orgogliosamente mi sento di dire che sono stati passi compiuti con le sole nostre forze e senza l’aiuto di nessuno. Certo le difficoltà non sono mancate e non mancano. Ritengo però opportuno sia utile, come del resto facciamo, affrontarle insieme con impegno e condivisione al fine di farle diventare stimoli e nuove opportunità”, chiosa Enrico Malagoli.

Filippo Pederzini