Savorani Presidente romagnolo si insedia a Sassuolo | Modena Industria
Ultimo aggiornamento:  12 giugno 2018 5:59

Savorani Presidente romagnolo si insedia a Sassuolo

Per la prima volta si insedia alla guida di Confindustria Ceramica, nella sede nazionale in quel di Sassuolo, un romagnolo. È stato eletto all’unanimità Giovanni Savorani,faentino  69enne, che ha percorso passo per passo una carriera di successi, partendo dalla produzione, come capo fabbrica , per diventare nel 1990 Direttore Vendite in Sacmi Imola, che lascia nel novembre del 1994 per entrare in Ceramiche La Faenza con l’incarico di Direttore Generale.  Dieci anni dopo, sempre come Direttore Generale, va a guidare la Cooperativa Ceramica d’Imola. Nel luglio 2006 da manager diventa imprenditore, fondando Gigacer spa, di cui è Presidente del Consiglio di Amministrazione sin dalla fondazione. L’impresa opera in uno stabilimento nel distretto ceramico di Imola – Faenza con una capacità produttiva di 1,2 milioni di metri quadrati e 73 dipendenti. E si è subito impegnata sull’innovazione tecnologica, investendo nello sviluppo dei grandi formati con la produzione di pavimenti in gres porcellanato in formato 120×120.

Poco prima dell’Assemblea, svoltasi nel pomeriggio del 6 giugno, vi è stata l’ultima conferenza stampa del presidente uscente Vittorio Borelli. Il 48enne Borelli, amministratore delegato di Fincibec, lascia il comparto delle piastrelle in netta ripresa rispetto alla situazione critica di 5 anni prima.

Pochi dati bastano a tracciare l’andamento del settore: gli investimenti, 514,9 milioni di euro balzano del 28,6%, pari al 9,3% del fatturato annuo, grazie all’ effetto “turbo” del Piano Industria 4.0, particolarmente popolare tra gli industriali del settore. Il fatturato delle aziende nazionali supera i 5,5 miliardi di euro (+2,4%), grazie all’ apporto dell’ export di 4,7 miliardi (+2,5%), mentre il mercato interno raggiunge gli 842 milioni di euro con una crescita intorno all’ 1%. Da non trascurare infine il contributo dei gruppi italiani all’internazionalizzazione produttiva, che vale 862,1 milioni di euro con 15 stabilimenti, di cui il 45% del  valore totale realizzato in Nord America dove è nato un distretto tra Kentucky e Tennessee.

Giorgio Pagliani