Ultimo aggiornamento:  7 gennaio 2018 11:44

Una storia di Imprenditori

Grande festa del Centenario per la Ing. Ferrari, a fine ottobre. L’azienda presieduta dall’Ing. Pietro Ferrari, già leader di Confindustria Modena e oggi neopresidente di Confindustria Emilia-Romagna, ha celebrato questo passaggio storico in una serata al Forum Monzani.

Una storia tipica modenese quella dell’ impresa, che ha sede in via Mons. Pistoni, a metà strada – si sarebbe detto una volta – tra il quartiere Madonnina e Ia frazione dei Tre Olmi.

Il 20 luglio 1917, in piena Guerra Mondiale e tre mesi prima della disfatta di Caporetto, il prozio di Pietro Ferrari Carlo, neolaureato in Ingegneria, decide di rilevare la Antica Fumisteria Bissatini. Siamo nel centro di Modena, in via dei Servi, e il core business è il riscaldamento delle case. Carlo Ferrari imprime una spinta innovativa e decide di puntare alla sostituzione dei camini con i radiatori in ghisa.

Passano 40 anni e a Carlo succede il pronipote Paolo, anche lui ingegnere. L’azienda si sposta gradatamente verso il riscaldamento di stabilimenti industriali ed uffici. Il mercato tira, siamo negli anni del Miracolo economico e del Boom economico. Paolo Ferrari è uomo di grande saggezza e signorilità, è apprezzato fra gli altri da un grande cliente, la Fiat Trattori, e ciò lo porterà ad assumere anche la carica di presidente dell’ Associazione degli Industriali della Provincia di Modena negli anni Ottanta.

Proprio in quel periodo, nel 1982, entra in azienda un ingegnere neolaureato, il nipote di Paolo, Pietro Ferrari. Il neo ingegnere avrebbe avuto il desiderio di fare l’architetto ma, dopo il diploma di liceo scientifico, era stato caldamente invitato dallo zio di iscriversi ad Ingegneria e di dare continuità alla saga imprenditoriale. L’azienda ha 148 dipendenti, gli anni sono ancora buoni, anche se l’Italia ha già rallentato il suo sviluppo. Arriviamo così al 2005, quando la Ing. Ferrari si trasforma in Spa, aumenta il capitale a 2 milioni di euro e lavora con clienti di portata internazionale.

Nel frattempo Pietro Ferrari è già stato presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria a Modena ed è vicepresidente dell’Associazione provinciale. Vittorio Fini, nel febbraio del 2008, è negli ultimi mesi di presidenza nella sede di via Bellinzona e i tre Saggi iniziano a consultare la base associativa. Due candidati sono ufficialmente in pista: uno è stato presidente a suo tempo dell’ Api, l’altro è carpigiano. Quando arriva a tutti gli associati una mail da Pietro Ferrari, che dice più o meno così: “Se mi dai il tuo appoggio, io entro in corsa e posso diventare il nuovo Presidente”. Da lì inizia la scalata dell’Ing. Ferrari alla massima carica, che si conclude con la sua elezione a giugno 2008, dopo aver convinto molti imprenditori della Giunta a votare per lui e a presentarsi in Assemblea come il netto favorito.

Oggi racconta a Modena Industria ”Sono diventato presidente e subito dopo è arrivata la grande crisi, ma il momento più brutto, ma anche più confortante della mia presidenza è stato il terremoto del maggio 2012. Il 29 maggio, alla mattina, è arrivata la scossa più devastante, ma già il 30 pomeriggio, visitando le aziende colpite, ho visto nei piazzali degli stabilimenti le tende pronte montate per mandare avanti gli ordini. Ne ho ricavato una impressione di una grande forza e capacità di reazione”.

Sei anni di presidenza di Confindustria Modena, mentre l’azienda riesce a superare la crisi del settore edile e a rilanciarsi brillantemente. Nel 2011 il fatturato è di quasi 17 milioni e i dipendenti sono 85. Da lì è solo crescita: nel 2012 balza a 23 milioni e negli ultimi 2 anni si mette a correre. Nel 2015 supera i 30 milioni , lo scorso anno sfiora i 48 e il 2017 vedrà quota 50. I dipendenti in 5 anni sono arrivati a 162 unità.

Pietro Ferrari nel frattempo ha deciso che è il momento di cominciare a pensare al ricambio generazionale. Viene nominato amministratore delegato il primogenito Francesco, 33enne laureato in Economia, mentre il fratello Guido, laureato in Giurisprudenza, gestisce la parte legale. Lui resta come Presidente di Ing. Ferrari, ma è sempre molto presente in azienda, nonostante la carica a Bologna di Presidente della Confindustria regionale. Unica passione ben nota il calcio, ma non solo il povero Modena derelitto, ma anche il Milan, da quando era stato affascinato dal genio di Gianni Rivera, che ha conosciuto anche personalmente.

Giorgio Pagliani