Ultimo aggiornamento:  10 ottobre 2016 8:48

Cersaie, confronto Governo-industriali

Convegno inaugurale del Cersaie vivace, dove ha spiccato la presenza del neo-ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, succeduto alla dimissionaria Federica Guidi il 10 maggio scorso. Lo scenario classico del meeting annuale in apertura della mostra bolognese vede il presidente di Confindustria ceramica elencare tutto ciò che non funziona, sia a livello del distretto sassolese che a livello nazionale, e quindi appellarsi alla buona volontà del Ministro di turno. Sul palco del Palazzo dei Congressi ne abbiamo visto scorrere tanti negli anni, compresa due anni fa una Maria Elena Boschi, memorabile più per il sorriso accattivante che per l’intervento. Quando ecco che quest’anno è accaduto l’inaspettato: la notizia sta nel fatto che è il Ministro che sollecita l’industriale, che sta sulla difensiva, non che l’imprenditore si lamenti dell’ignavia del Governo in carica.
Vittorio Borelli, sullo scranno supremo dell’organizzazione dei ceramisti, arriva a trattare di made in, del rischio della concessione dello stato di economia di mercato alla Cina e delle tasse, che ricadono sulle aziende energivore, quelle che consumano molto più della media per le loro lavorazioni.
Lisa Ferrarini, reggiana doc e vicepresidente di Confindustria a Roma, mette in guardia il collega ceramista: “Guarda che Calenda è veramente un ministro tecnico, prestato alla politica”. Giorgio Squinzi, smessa la giacca di presidente nazionale, rimbrotta il Ministro su ritardi di misure applicative.
A quel punto Calenda ribatte punto su punto. Spiega che con la Cina comunque andrà a finire si manterranno dazi antidumping comunitari, che sono comunque i più bassi nel panorama mondiale. In uno scenario nazionale di “feeling” ai minimi termini con l’Europa confida: “A Bratislava (dove Renzi ha rotto con la Merkel) ho detto al Consiglio europeo del Commercio che è stato totalmente idiota non confrontarci con gli Usa sulla concessione o meno dello stato di economia di mercato alla Cina”.
E davanti a Borelli che dice che il 15% di sconto in bolletta per le energivore è una robetta, sbotta: “Tra breve ci sarà il decreto che raddoppierà lo sconto. Ma voi cosa volete?”. La moderatrice Maria Latella esclama: “Attenzione: è la prima volta che vedo una trattativa in pubblico tra Governo e industriali!”.
A quel punto l’industriale sassolese capisce che va bene così e si avvia lestamente alle conclusioni davanti ad un pubblico, che applaude convintamente un Ministro.

Giorgio Pagliani