Ortofrutta, il blocco dei trasporti al Sud svuota i banchi nel modenese: allarme per scorte e prezzi
Le ripercussioni del prolungato blocco dei trasporti dal Mezzogiorno arrivano a colpire al cuore il sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna. Negli hub e nei mercati ortofrutticoli all’ingrosso della provincia di Modena la contrazione delle forniture comincia a farsi sentire in modo pesante: scarseggiano i prodotti simbolo della stagione autunnale e l’intero impianto distributivo locale rischia di fermarsi nel giro di pochi giorni.
Le filiere sono interrotte e ad accusare il colpo maggiore sono le catene logistiche a lungo raggio. Risultano ormai ridotti al lumicino, quando non del tutto azzerati, i tir in arrivo dai principali bacini agricoli di Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata. Nei banchi dei grossisti modenesi mancano all’appello le prime clementine, gli agrumi di stagione, l’uva da tavola e gli ortaggi di prima necessità come melanzane, zucchine, peperoni e pomodori. Un’interruzione dei rifornimenti che sta paralizzando le piattaforme di smistamento meridionali, lasciando i mezzi di trasporto fermi nei piazzali.
Per il momento, la rete distributiva locale sta reggendo l’urto grazie alle produzioni emiliane. Le forniture di prossimità – in particolare mele, pere, zucche e ortaggi a foglia della pianura – riescono a soddisfare la domanda di base, mantenendo i listini all’ingrosso su valori ancora relativamente stabili. Si tratta, tuttavia, di una tregua destinata a durare poco.
«Se da un lato la produzione locale e la disponibilità di ortofrutta del territorio continuano per il momento a sostenere la domanda interna, dall’altro la situazione rischia di diventare insostenibile nel brevissimo periodo», dichiara Daniele Mariani, Presidente Provinciale e Regionale di Fiesa Confesercenti. «Al momento i prezzi all’ingrosso per i prodotti del territorio mantengono una relativa stabilità, ma parliamo di un equilibrio estremamente fragile e precario, destinato a incrinarsi rapidamente se il blocco della logistica non troverà una soluzione immediata».
Ciò che spaventa maggiormente operatori al dettaglio e grossisti è la mancanza di certezze sul ritorno alla normalità. Senza una data certa per il ripristino delle normali forniture, si sta innescando una forte tensione lungo tutta la filiera. L’ipotesi, da scongiurare, è che, una volta esaurite le ultime scorte nei magazzini, si scateni una fiammata dei prezzi all’ingrosso, schiacciati tra la riduzione dell’offerta e l’aumento dei costi logistici.





