Ultimo aggiornamento:  28 settembre 2018 9:46

“Bicchiere mezzo… Mezzo!”

Le opportunità sul mercato internazionale del marmo, per le aziende modenesi che operano nel settore non mancano, ma un po’ di stabilità in più, non guasterebbe

Si respira un pizzico di incertezza e si resta in attesa. Sul mercato 2018, al momento, sono gli alti e bassi a prevalere. “Non che non ci siano le opportunità, anzi – afferma più di un operatore – si fatica a volte a coglierle in modo pieno e soddisfacente. Ad incidere, piccoli intoppi dettati da prospettive sul futuro poco chiare, mercati che crescono meno del previsto, situazioni politiche che frenano…” Questa l’opinione espressa dai pochi modenesi (una decina in tutto, da piccole a medie e grandi realtà, alcune delle quali anche a Cersaie e Tecnargilla che si svolgono in contemporanea), presenti alla 53esima edizione del Marmomacc, kermesse internazionale veronese che richiama visitatori ed esperti del settore marmo da tutto il mondo.

Normale l’affluenza: fiera ormai molto specialistica che orienta il grosso delle operazioni nei primi tre giorni – mercoledì-venerdì – lasciando agli eventuali curiosi l’ultimo, il sabato. Basso il numero di italiani presenti, molto più elevato quello degli stranieri: quadro che trova riscontro anche tra gli espositori con un rapporto circa 35% (Italia) – 65% (estero). Cresce la presenza dei cinesi, con un intero padiglione a loro riservato (ma così è stato anche l’anno passato) e dal punto di vista delle visite, mentre tra i frequentatori si annoverano visite (in aumento) da oltre 120 nazioni.

Modena, dal canto suo, pur essendo un settore a tutti gli effetti di nicchia, prosegue anche qui nel fare la propria parte, tra macchinari e chimica in termini di elevata qualità. E a fare la capofila in regione (Emilia Romagna) per numero di aziende presenti. Alcune rientrano tra gli espositori storici, altre al secondo giro, altre ancora esordienti del tutto. In quasi tutti gli stand nostrani parecchio l’affollamento per conoscere i prodotti, capire e chiedere offerte.

E il mercato, Per tornare da dove siamo partiti? Tiene, nonostante come premesso, qualche alto e basso a volte di troppo. L’export dei prodotti anche tra le modenesi, mantiene la quota più significativa del lavoro – siamo in un ambito di produzione che varia dal 60% all’80% – e di conseguenza dei fatturati aziendali, mentre si fa largo anche tra i piccoli. A questo proposito qualche buon affare – vendita di macchinari, ma anche di forniture di pietra (pensiamo a quello della cava di Varana di Serramazzoni, così ricercato all’estero), lo si è riuscito a concludere anche in fiera. Di sicuro di buon auspicio, anche se resta però da vedere se, questa fase di lieve “volatilità” è destinata ad essere superata o a permanere ancora.

(fp)