Gambro-Vantive, confermata la vendita dello stabilimento: 500 posti a rischio
Il futuro dello storico stabilimento Gambro-Vantive di Medolla è ufficialmente sul mercato. Durante l’atteso incontro svoltosi a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), i vertici della società e i rappresentanti del fondo statunitense Carlyle hanno confermato la decisione di cedere l’intero business mondiale dell’emodialisi. Una manovra globale che tocca da vicino il cuore della Bassa modenese, mettendo in discussione il destino di circa 500 lavoratori.
I punti dell’accordo e gli impegni aziendali
Nonostante l’annuncio della cessione, il confronto al Ministero ha prodotto alcuni punti fermi che le istituzioni definiscono “vincolanti”. L’azienda si è impegnata a garantire la piena continuità
operativa e la liquidità necessaria per sostenere l’attività produttiva e gli investimenti tecnologici fino al momento del passaggio di proprietà. L’obiettivo dichiarato dalla proprietà è quello di individuare un acquirente di natura industriale – preferibilmente un grande gruppo multinazionale già attivo nel settore biomedicale – che possa garantire l’unitarietà del sito e il mantenimento dei livelli occupazionali, evitando lo spettro di una vendita “a spezzatino”.
La posizione delle istituzioni e dei sindacati
L’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, ha espresso un cauto ottimismo sul metodo, pur mantenendo alta la guardia: “È positivo che l’azienda abbia garantito investimenti e tenuta occupazionale nella fase di transizione, ma vigileremo affinché il piano di cessione sia condotto con la massima trasparenza”. Di parere più critico i sindacati (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil), che hanno già programmato assemblee con i lavoratori per illustrare i dettagli dell’incontro. Per le sigle dei lavoratori, l’attenzione deve restare massima: la preoccupazione è che logiche puramente finanziarie legate al fondo proprietario possano prevalere sulla continuità industriale di un’eccellenza del territorio.
I prossimi passi
La partita è tutt’altro che chiusa e si sposterà ora sulla ricerca dei potenziali compratori. Il tavolo ministeriale è stato aggiornato al prossimo 19 maggio, data in cui sarà presente anche l’advisor incaricato della vendita. In quell’occasione si entrerà nel merito dei criteri di selezione dell’acquirente e dei primi progetti industriali sul tavolo. Nel frattempo, la comunità di Medolla e l’intero distretto biomedicale restano con il fiato sospeso, in attesa di capire se il “test” sulla capacità del sistema pubblico di governare le grandi transizioni industriali porterà alla salvaguardia di uno dei pilastri dell’economia locale.





