Ultimo aggiornamento:  20 Ottobre 2025 4:25

Il pubblico incorona La Bonissima: “É l’evento per conoscere direttamente i produttori e il meglio dei prodotti modenesi”

Tre giorni tra degustazioni, showcooking e viaggi del gusto; numerosi i visitatori e gli appassionati anche dall’estero. Giovani protagonisti nel ricreare piatti con generi di recupero. E sul podio una spalla stagionata e una torta al nocino: l’evento si conferma ponte ideale tra tradizione e futuro in cucina.

Se lo sono divisi in due il gradino più alto del podio del “Re del Mercato” a La Bonissima 2025. Dolce e salato a pari merito che hanno conquistato il palato dei giudici assaggiatori

La XV edizione del Festival del Gusto e dei prodotti tipici modenesi va in archivio confermandosi “ponte ideale” tra tradizione culinaria e innovazione, il cui futuro aggiunge un tassello ogni anno. Così è stato anche in questa occasione, quando sulla tavola imbandita de La Bonissima – in una piazza Grande patrimonio UNESCO, sempre più luogo ideale di questo evento – è salito di diritto un altro prodotto che rischiava di andare perduto: la spalla di prosciutto stagionata 27 mesi, fatta per l’occasione e riproposta dopo ben 36 anni. Un’altra delizia locale, modenese e tipica che si affianca alle altre ritrovate gli anni passati, quali, la salsiccia gialla, la sassolina, la mostarda fina di Carpi, al cui contest di sabato 18 ottobre tenuto da chef Carlo gozzi (ristorante L’Incontro) ha assistito un pubblico numeroso attento e curioso.

Tradizione e futuro però sono andati a braccetto, anche nel momento dello showcooking “i giovani leoni” che ha visto sfidarsi i ragazzi dello IAL di Serramazzoni con quelli del convitto Rinaldo corso di Correggio, nell’interpretare la filosofia del noto ristorante Alchemist di Copenhagen. Impegnati nella rivalutazione di ingredienti, utilizzati in passato ed ora il più delle volte accantonati, si sono superati attraverso la cucina di recupero, nella preparazione di due piatti – tortelli alla zucca e gnocchi ripieni di fegato uniti al baccalà – mixando sapientemente nuove tecniche di cottura e preparazione. Alla fine ad avere la meglio, per poco sono state le ragazze dello IAL con gli gnocchi. Ma l’encomio va ad entrambi per passione, curiosità e voglia di sperimentare che lanciano questi giovani verso gli anni a venire.

La Bonissima però è anche territorio che continua a stupire i palati attraverso prodotti – da queste parti verrebbe da dire in cucina dalla notte dei tempi – traino per la loro genuinità e prelibatezza. Pensiamo al gnocco fritto, alle crescentine farcite, ai tortellini, agli amaretti, al salame di San Felice, ai ciccioli, al prosciutto fino all’aceto balsamico tradizionale. Innaffiati con lambrusco Sorbara e Grasparossa e birre artigianali modenesi (quest’ultime decise a ritagliarsi il loro posto in tavola). Quindi gli spiriti nei quali la tradizione distillatrice fa – ed è il caso di dirlo – da vero e proprio trampolino di lancio per le novità: si pensi al nuovo liquore 1984 de Il Mallo e al gin tutto modenese, Ghirlangina.

Menzione a Piacere Modena che con i ragazzi dello Spallanzani per tre giorni ha condotto numerosi turisti all’assaggio guidato dei prodotti tipici modenesi tra i quali uno dei re dalla tavola il Parmigiano Reggiano e le sue diverse stagionature.

Da ultimo, il pubblico: grande protagonista, che per tre giorni, complice il bel tempo, ha affollato Piazza Grande. Tanti i modenesi, ma tanti anche quelli da fuori città e provincia, soprattutto stranieri (tedeschi, francesi, americani, giapponesi e cinesi) che con curiosità hanno scoperto, assaggiato, apprezzato e acquistato.