Ultimo aggiornamento:  24 ottobre 2018 4:21

Quando l’automobile diventa arte

Inaugurato il dicembre scorso, ripercorre le tappe del sogno realizzato, del designer italo-argentino attraverso una collezione delle sue creazioni più leggendarie ed esclusive

 Un sabato mattina del luglio scorso, alcuni visitatori stranieri arrivati davanti al museo erano in attesa di entrare. Un signore che si trovava a passar di li, mentre camminava con i suoi bastoncini telescopici, chiese gentilmente se fossero in attesa di qualcuno. Risposero garbatamente che avrebbero voluto visitare il museo. Quel signore allora, estraendo le chiavi, aprì loro il cancello e altrettanto garbatamente una volta entrati li salutò. “Ma, non si vede mai Horacio Pagani?”, dissero rivolgendosi al personale del museo. “Lo avete appena incontrato, vi ha aperto la porta”.

Accade anche questo nella Motor Valley, in quel territorio compreso tra Modena e Bologna che ha dato origine a prestigiosi marchi automobilistici conosciuti in tutto il mondo. E così è stato anche per l’ultimo, il “più giovane”, Pagani Automobili appunto. Che qui ha trovato il terreno, o meglio la meccanica giusta – come del resto ampiamente testato e dimostrato… – per costruire bolidi da capogiro, e che da un anno a questa parte ha un suo museo: quasi per celebrare 20 anni dalla fondazione ed al tempo stesso di un straordinario successo.

A BOCCA APERTA.Senza esagerare, è la prima e spontanea impressione che si nota sul volto dei visitatori. E proprio perché, la galleria mostra in ogni suo particolare esposto, auto comprese, lo spirito creativo e passionale di Horacio Pagani. Il museo che porta il suo nome, è stato inaugurato il 13 dicembre scorso a San Cesario sul Panaro, nella medesima struttura che ospita anche l’Atelier. Ripercorre le tappe del percorso del designer italo-argentino attraverso una collezione delle sue creazioni più leggendarie ed esclusive. Eludendo però il semplice concetto di galleria e andando oltre: offrendo al visitatore appassionato e non, un’esperienza che è al tempo stesso un tributo alla passione, al sogno, all’ ispirazione, un omaggio a quella che è a tutti gli effetti l’arte automobilistica. Insieme ai primissimi esemplari di Zonda, datati 1998, troviamo le iconiche Zonda Cinque, Zonda R e Huayra, modelli unici esposti per la prima volta insieme in una collezione esclusiva, mai vista prima, accessibile ai visitatori di tutto il mondo.

LA VISITA: UN VIAGGIO.La visita vuole essere innanzitutto un viaggio di scoperta lungo i momenti fondamentali che segnano il percorso di Horacio, dagli anni in Argentina fino a oggi, per esplorare fino in fondo i presupposti che portano un giovane ragazzo a credere fermamente nei propri ideali e a perseguirli con passione e dedizione, fino al superamento dei confini e alla realizzazione del suo sogno più grande: “Venire a Modena per disegnare e costruire le mie auto”. Un’esperienza unica che parte dal Museo e termina all’interno dell’Atelier di produzione (a fianco e anche su questo occorrerebbe soffermarsi per come è stato creato un ambiente ad hoc), dove è evidente la continuità che lega i primi progetti in legno di balsa, curiosamente già oggetto della importante ricerca sulla leggerezza, fino agli ultimi studi sulla fibra di carbonio e sui materiali compositi di oggi, che perseguono unitamente lo stesso obiettivo. Dai primi progetti fino alla Zonda ed alla Huayra, tutto nel museo testimonia la grande visione pionieristica del giovane designer che vede arte e scienza camminare insieme mano nella mano. Una filosofia ispirata a un concetto di Leonardo Da Vinci (figura centrale, d’ispirazione e che ritorna) che oggi rappresenta l’anima della bottega artigiana che è Pagani Automobili, dove è tangibile la quotidiana abilità nella lavorazione manuale di questi materiali.

STILE ITALIANO PER MUSEO E ATELIER.Realizzato con i materiali tipici italiani, quali il marmo di Carrara e il mattone anticato su replica del tipico mattone modenese, il concetto, tipicamente rinascimentale, richiama il connubio perfetto di arte e scienza, tradizione ed innovazione. Partendo dai primi schizzi e bozzetti di Horacio, l’intero progetto architettonico è stato poi sviluppato e seguito da Leonardo Pagani. Alle spalle del Museo sorge l’Atelier di produzione, creato con gli stessi materiali ed elementi architettonici, e volto ad ospitare la produzione limitata di Hypercar (questo termine è stato coniato da un prestigioso giornale inglese per definire la Zonda, in seguito utilizzato per le altre vetture di questa categoria). Dal reparto materiali compositi al laboratorio di finitura della carrozzeria, fino alle nicchie che custodiscono le versioni speciali e al controllo qualità, ogni elemento architettonico è stato concepito unendo l’aspetto estetico ad una precisa funzione strutturale. Il riferimento alla tradizione convive armoniosamente con le tecnologie più avanzate dell’industria automotive: le vetture Pagani prendono vita, infatti, in una tipica piazza italiana, attorniate da archi rinascimentali, lampioni, isole di vegetazione, pavimenti in sanpietrini. Un orologio apposto sulla torre che si erge nella piazza scandisce le ore al rintocco di una campana: Ecat, l’azienda che ne ha curato la costruzione, fabbrica campane e orologi dal 1404. Il mattone avvolge ogni ambiente dello stabilimento ed è realizzato con una speciale tecnologia appositamente per Pagani. Ai materiali più caldi come il legno e i mattoni, sono affiancati materiali dal sapore diverso come il ferro, l’acciaio, il vetro e il vetro carbonio.

INNOVAZIONE E AMBIENTE. L’orientamento verso l’eccellenza tecnologica e l’innovazione e l’ottica sempre più improntata verso il tema della salvaguardia ambientale, trovano nel Museo e Atelier la loro espressione più piena. L’intero edificio è realizzato con materiali e tecnologie di ultima generazione, in pieno adeguamento ai più alti standard di efficienza energetica. Con la missione di valorizzare il proprio territorio e di ridurre l’impatto ambientale sono stati creati un sistema fotovoltaico, un impianto di depurazione delle acque, l’impianto di illuminazione full led e un sistema di energy management che consente di monitorare i consumi, utilizzando soltanto fonti rinnovabili. Di nuovo, alla ricerca formale ed estetica, alla cura di ogni dettaglio, corrisponde la ricerca tecnologica e funzionale.

Il sogno di Horacio Pagani fin da bambino in Argentina, era quello di “venire in Italia, a Modena dove nascono le macchine più belle al mondo. Il sogno mi ha permesso di vedere i tanti ostacoli come sfide da superare, con determinazione e fatica, e come opportunità di crescita e arricchimento”. E, aggiungiamo noi, di realizzarlo nel concreto quel sogno, arricchendo la Motor Valley in pochissimo tempo di un marchio già noto in tutto il mondo.

Rispetto molto ogni azienda della Motor Valley che con oltre 100 anni di storia Maserati, 70 di Ferrari e 55 di Lamborghini, da sempre hanno ispirato per le mie creazioni. Inoltre, questo territorio ha un indotto sconosciuto ma straordinario di artigiani specializzati.”

L’unicità, nella filosofia della Pagani, ha come intento non competere ma arricchire il territorio e il mondo delle automobili.

Il Museo Horacio Pagani, visitabile liberamente (occorre prenotarsi invece per la visita alla Fabbrica) è aperto orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 17:00 ed il Sabato dalle 9:30 alle 12:30

Filippo Pederzini