Quarta edizione dello studio previsionale sul mercato mondiale delle piastrelle ceramiche
Lo studio previsionale sul mercato mondiale delle piastrelle ceramiche, giunto alla sua quarta edizione, è stato recentemente pubblicato dal Centro Studi MECS-Acimac lo scorso novembre. Il volume, composto da 238 pagine, analizza le dinamiche di produzione e consumo della ceramica nel periodo 2024-2028, sia a livello macro-regionale che per ciascuno dei 91 Paesi coinvolti. Il rapporto si conclude con tabelle riassuntive che classificano i Paesi produttori (90) e consumatori (146) in base alla variazione prevista dei volumi nei prossimi cinque anni. Al primo posto per crescita di produzione e consumo troviamo l’India, mentre la Cina occupa l’ultimo posto, con una variazione negativa.
La metodologia del report 
Il report “Ceramic Tile Market Forecast Analysis. TREND 2024-2028” si basa su modelli econometrici sviluppati da MECS che combinano vari indicatori quantitativi, come l’andamento del PIL, gli investimenti industriali e nel settore edilizio, le dinamiche demografiche e urbanistiche, e la capacità di spesa delle famiglie. Questi dati vengono poi integrati con l’impatto delle politiche pubbliche, degli standard di consumo, delle tendenze sostenibili, e delle infrastrutture logistiche. Questa metodologia consente di fare previsioni affidabili sulla crescita dei volumi di produzione e consumo di piastrelle per il periodo 2024-2028, nonostante l’incertezza e i cambiamenti strutturali in atto a livello globale, tra cui le crisi geopolitiche in Ucraina e Medio Oriente, e l’impatto delle politiche commerciali legate alla seconda presidenza di Trump.
La produzione di piastrelle a livello globale
Nel 2023, l’industria delle piastrelle ha registrato un anno negativo a livello mondiale (-5% nei consumi e -5,5% nella produzione), perdendo quasi 3 miliardi di metri quadrati rispetto al 2021. Tuttavia, MECS prevede un recupero graduale nel quinquennio 2024-2028, con una crescita media annua del +2,2%, che porterà la produzione globale da 15,9 miliardi di metri quadrati nel 2023 a oltre 17,8 miliardi nel 2028. I principali motori di questa ripresa produttiva saranno l’Africa, il Medio Oriente (nonostante l’incertezza), i Paesi extra-UE europei e le Americhe, che registreranno tassi di crescita superiori alla media. In particolare, l’Africa potrebbe crescere mediamente del +5,6% annuo, passando da 1,2 miliardi di metri quadrati nel 2023 a 1,5 miliardi nel 2028. L’Unione Europea crescerà al tasso medio del +2,2%, mentre l’Asia registrerà un incremento modesto del +1,6%. La Cina, alle prese con la crisi del settore immobiliare, vedrà una contrazione nella domanda e produzione di piastrelle, con tassi negativi annuali (-1,6% e -0,9% rispettivamente). Al contrario, l’India vedrà un forte aumento, con una crescita media annua del +5,9%, guadagnando una quota crescente della produzione mondiale di ceramica.
Il consumo mondiale di piastrelle
Il consumo mondiale di piastrelle dovrebbe crescere di circa 2 miliardi di metri quadrati nel periodo 2024-2028, passando da 15,6 miliardi nel 2023 a 17,7 miliardi nel 2028, con un tasso di crescita medio annuo del +2,5%. L’Africa segnerà la crescita più alta (+6%), seguita dal Sud America (+4,8%) e dai Paesi europei extra-UE (+3%). Le aree meno dinamiche saranno l’Unione Europea, l’Asia e il Medio Oriente, con tassi di crescita annuali compresi tra +1,6% e +1,8%.
Mercati nuovi protagonisti
Se a livello macro-regionale Africa e Sud America saranno i mercati da monitorare con maggiore attenzione, a livello di singoli Paesi emergono nuovi protagonisti dinamici. Paesi come Bangladesh, Kenya e Kazakistan hanno intrapreso una corsa produttiva che li porterà a crescere a doppia cifra ogni anno fino al 2028. Inoltre, questi Paesi, insieme a Camerun, Uganda e Kenya, vedranno un consumo ben al di sopra delle medie mondiali, giocando un ruolo sempre più rilevante nel panorama ceramico globale.





