Ultimo aggiornamento:  22 gennaio 2018 12:17

SIGEP: Modena alla kermesse del dolciario artigianale

Il 20 gennaio ha aperto i battenti a Rimini Sigep 2018: la piattaforma di business per il comparto dolce del foodservice internazionale e punto di riferimento del made in Italy più prezioso, legato in particolare al dolciario artigianale. Ma anche, la rassegna mondiale che anticipa tendenze ed innovazioni delle 4 filiere – gelateria, pasticceria, panificazione e caffè – in quanto a materie prime, ingredienti, impianti e attrezzature, arredamento e servizi. Un contesto in cui anche Modena è pronta a fare la sua parte con ben 12 aziende presenti alla kermesse riminese in programma da oggi fino al 24 gennaio prossimo. Numero in incremento rispetto gli anni addietro. Così come i visitatori geminiani, del settore ovviamente, principalmente gestori di pubblici esercizi o attività della ristorazione, che guardano a questa fiera con molto interesse.

La filiera del dolciario artigianale contribuisce insieme alle altre, dell’agroalimentare, ad affermare la qualità del made in Italy nel mondo. Una filiera in cui ricerca, tecnologia, prodotti e formazione diventano asset vincenti nell’affermare in ogni continente il ‘bello e ben fatto italiano’. Ed in questo caso anche buono. Sui 129.000 mq le aziende espositrici propongono centinaia di eventi per mettere in vetrina le loro innovazioni. E tra queste coglieranno l’opportunità offerta dal Sigep le modenesi: Alpha Pack Europe di Gaggio In Piano, Bombonette srl di Camposanto, Caffè Molinari spa di Modena, Essenza srl di Modena, Eurochef srl di Modena, M. A. M. Eredi Malaguti A. e C. snc di Modena, Nilfisk spa di Zocca, Pasticceria Modenese srl di Modena, S. P. M. Drinksitem spa di Spilamberto, SAM Meccanica srl di Rovereto sul Secchia, Toschi Vignola srl di Savignano sul Panaro e WAM Italia spa di Cavezzo.

I NUMERI
Il mercato mondiale del gelato artigianale parla chiaro: il dolce artigianale freddo per eccellenza non conosce crisi e premia chi è creativo ed investe in qualità. L’Osservatorio SIGEP ha stimato nel 2017 – per il periodo estivo in Italia – una crescita dei consumi del gelato artigianale del 10%, con picchi del 15% nelle località turistiche. Il mercato mondiale del gelato artigianale vale attualmente 15 miliardi di euro, con una crescita media del 4% l’anno tra 2015 e 2018. L’Italia, dove il consumo del gelato è per 1/3 industriale e 2/3 artigianale, è il primo paese al mondo. In questi ultimi decenni i consumi si sono moltiplicati di sei volte. Non esiste un prodotto alimentare protagonista di uguale performance. È sempre più capillare l’offerta delle gelaterie artigianali nel mondo. In Europa nel 2016 si contavano oltre 60.000 gelaterie delle quali 39.000 in Italia. È in costante crescita il gelato artigianale negli Stati Uniti che contano oltre 950 gelaterie in Cina invece sono 1.000 le gelaterie e artigianali. Paese che presenta interessanti spunti di riflessione per chi credeva che i consumatori del più grande mercato del mondo non amassero il dolce freddo o i prodotti a base latte.

L’Italia è leader mondiale anche nel settore della produzione delle macchine, vetrine ed ingredienti per le gelaterie artigianali. Si tratta di un sistema industriale che conta 13 imprese di macchine che controlla quasi il 90% del mercato mondiale ed un fatturato di 229 milioni di euro, a cui si aggiungono 11 aziende di vetrine per un fatturato di 252 milioni di euro. Infine, l’industria degli ingredienti e dei semilavorati vede attive in Italia oltre quaranta imprese per un fatturato complessivo di 1,3 miliardi di euro: solo per il settore gelato si stima un fatturato di circa 500 milioni di euro.

Anche nel settore della pasticceria artigianale l’export del made in Italy mostra numeri di grande crescita. Il valore annuo dell’export sfiora i 600 milioni di euro (+5,8%). Il Paese più goloso di dolci italiani è la Francia (122,3 milioni, al 20,4% del’export italiano), segue la Germania (108,7 milioni, 18,2%). Il boom dell’export nel 2017 è negli Stati Uniti (+31,4%), benissimo anche il Belgio (+24,2%), la Polonia (+15,1%) e la Svizzera (+13,9%). Il giro d’affari per i dolci artigianali in dicembre, mese delle Feste, ossia fra i 6 e i 6,2 miliardi. Fra le 90.055 imprese artigiane del settore alimentare, spiccano 43.063 imprese specializzate nella pasticceria, che danno lavoro ad oltre 155mila addetti. Un patrimonio economico e di tradizione culturale che va costantemente difeso e valorizzato”.

Pane. Secondo i dati ufficiali di ITALMOPA, Associazione Industriali Mugnai d‘Italia, il volume complessivo dei prodotti dell’industria molitoria italiana (comprendente, oltre alle farine e alle semole, anche i sottoprodotti della macinazione del frumento, quale la crusca) si può valutare, nel 2016, in circa 11.031.000 tonnellate, con un incremento di circa 76.000 t rispetto ai livelli produttivi registrati nel 2015 (10.955.000 t). Il fatturato invece, è stimato, nel 2016, in 3,483 miliardi di Euro, in decremento di circa il 7,3% rispetto al 2015 (3,760 miliardi di Euro), di cui 1,727 Miliardi di Euro nel comparto della trasformazione del frumento duro e 1,756 Miliardi di Euro nel comparto della trasformazione del frumento tenero. Il pane artigianale è ancora il prodotto preferito dal consumatore nazionale, con l’85,9% del mercato, pari a 1.638mila tonnellate consumate nel 2016. Nel resto d’Europa invece, il pane bianco fresco rappresenta il 47% del mercato. La quasi totalità dei consumatori italiani il pane lo vuole comprare tutti i giorni – o quasi – dal fornaio. In media, ogni italiano ne mangia 85-90 grammi al giorno. In Italia si contano circa 200 tipi di pane, con 1500 varianti.

La media del consumo in Italia di caffè è di 1,5 tazzine al giorno pro capite. Il nostro è il Paese dell’espresso per eccellenza, il consumo arriva a toccare l’80% degli italiani. In grani o in polvere: 6 kg a testa all’anno, sopra la media europea. Fuori dalle mura domestiche, i 149 mila bar presenti in ogni regione italiana servono in media 175 tazzine di caffè al giorno. Rappresentano il 32,5% del fatturato di un bar di medie dimensioni. Si sta misurando con il cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani. La praticità e la qualità, assimilabile a quella del prodotto al bar, stanno facendo crescere il mercato del caffè in capsula a doppia cifra. Nel 2016 i volumi sono cresciuti del 24,5% e sono ormai 4,5 i milioni di italiani che lo consumano d’abitudine. Tra export, consumi domestici e quelli al bar, ristorante e hotel il giro d’affari si attesta a 2 miliardi di euro (fonte: Nielsen). Giro d’affari che beneficia dell’ormai onnipresente e-commerce. La produzione mondiale di caffè per il 2018 dovrebbe prevedere un aumento di 2,4 milioni di sacchi rispetto al 2015, il che significa arrivare in sostanza a 155,7 milioni di sacchi, con il record della produzione che spetterà alla varietà Arabica del Brasile, seguito dalla varietà Robusta ancora in Brasile, poi Vietnam e Indonesia. Come risultato, la produzione di arabica nel mondo dovrebbe essere in ripresa ed arrivare al 60% della produzione totale, dopo essere stato al di sotto di questo livello negli ultimi 5 anni. Il consumo globale di caffè dovrebbe arrivare a registrare un totale di 150,8 milioni di sacchi, portando le scorte ai minimi da 4 anni. Le esportazioni mondiali dovrebbero scendere dai record dello scorso anno e principalmente a causa di minori spedizioni dall’Indonesia, dal Vietnam e dal Brasile. (Fonte: forextradingitalia
(fp)