Ultimo aggiornamento:  14 novembre 2016 9:41

A Merano tutti in fila per la Modena dop e doc

Tre le cantine presenti, con i loro lambruschi di punta, quindi le acetaie, note e di nicchia di cui una con certificazione biologica e biodinamica (la prima in Italia) e poi prodotti originali a base di miele e albicocca. La vetrina per eccellenza del vino italiano ed estero (o meglio una delle più importanti e note), ma anche del food di elevata qualità, il Merano Wine Festival, conta quest’anno un a decina di aziende modenesi. Non capitava dal 2012 – all’epoca il numero era più alto – anno in cui diversi produttori nostrani che vi partecipavano decisero di non prendervi più parte per scelta.

L’edizione 2016 vede come sempre i nomi altisonanti del vino italiano ed estero primeggiare. Con Modena però che si ritaglia il suo spazio sotto i riflettori: per i riconoscimenti ottenuti anche quest’anno, e per come è bello vedere, visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero, fermarsi per assaggiare il lambrusco, l’aceto balsamico, le composte etc. per conoscere quello che si produce sul nostro territorio. “C’è tanta curiosità per capire, apprendere, assaporare e ascoltare: gli stranieri in primis, ma anche gli italiani soprattutto giovani”, dice più di un produttore.

Aspetti che nel loro piccolo significano crescita se tradotti in termini economici, ambito dove è il sorriso a prevalere, quando interrogati sugli andamenti di mercato. I modenesi presenti segnalano un 2016 positivo, prossimo andare in archivio con un segno più, in alcuni casi anche a doppia cifra: qualcuno parla di incrementi di fatturato anche del 20% rispetto al 2015. È chiaramente l’export a tenere banco: oltre oceano verso USA e Canada, quindi i Paesi europei, Germania in testa, ma anche Cina, dove si vende on line. “Essere a Merano è importante ed utile – è il leitmotiv che ripetono all’unisono – per il prestigio che ha la manifestazione e perché è la porta verso il nord Europa”. Tutto vero ovviamente considerata l’alta presenza di buyer e operatori Oreca di altissimo livello specie tedeschi ed austriaci. Ma anche italiani, dato che il mercato del Belpaese per i prodotti di elevata qualità sembra non solo tenere, ma addirittura incrementare le vendite, per restare nell’ambito delle buone notizie.

Tra le belle curiosità riscontrate per restare tra le mura domestiche modenesi, un liquore dall’uso versatile fatto con le albicocche. Meno piacevole il diffondersi di “aceti balsamici” (la dicitura era questa) al di fuori della zona di produzione, in altre regioni per intenderci, fatti con frutta, vaniglia e altro ancora

Filippo Pederzini