UCIMA: Maurizio Bertocco eletto presidente
Sarà alla guida dell’associazione fino al 2030. Un settore da oltre 10 miliardi di euro guarda al futuro tra crescita, innovazione e concorrenza internazionale.
L’Assemblea generale di Ucima ha eletto Maurizio Bertocco nuovo presidente dell’associazione dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio. Bertocco, Presidente e Amministratore delegato di ILPRA, società quotata in Borsa con sede a Mortara in provincia di Pavia , guiderà l’associazione nel quadriennio 2026-2030, succedendo al varesino Riccardo Cavanna. 
Nel suo intervento inaugurale, Bertocco ha indicato nella competitività delle aziende associate, nell’innovazione e nella capacità di interpretare gli scenari globali le priorità che guideranno l’azione associativa nei prossimi anni. Un approccio pienamente coerente con il tema scelto per l’evento, “Traiettorie”, che ha proposto una riflessione sulle principali direttrici di sviluppo dell’industria manifatturiera italiana.
L’Assemblea, svoltasi presso l’Acetaia Leonardi di Magreta, ha riunito esponenti di primo piano del mondo istituzionale, accademico e industriale. Il primo ad intervenire è stato Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, che, dopo essersi complimentato per i risultati eccezionali raggiunti dalle industrie del settore nel 2025, ha soggiunto “ In Emilia Romagna fate il 62% del vostro fatturato, è la vera Packaging Valley. Ma bisogna recuperare sovranità tecnologica. L’ho detto anche al ministro Giorgetti, che dobbiamo riprogettare la crescita. Non possiamo andare avanti solo a decimali. La demografia è piatta e 120.000 neolaureati tra il 2023 e il 2025 sono andati a lavorare all’ estero”.
Al suo intervento ha fatto seguito quello di Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia, che ha evidenziato che, nonostante la crisi del Golfo, il trend del nostro export si mantiene su una crescita media nel primo trimestre intorno al 3%.
Luca Baraldi del Centro Studi MECS ha quindi così sintetizzato l’andamento del settore “Ucima cresce in un sistema che rallenta” in base all’ indagine che ha coinvolto 629 imprese a marchio proprio, che raggruppano 40.611 addetti.
Nel 2025 il mercato domestico, l’ Italia, è cresciuto più dell’ export, ma il mercato estero si conferma il principale motore del settore. Nel 2025 le vendite all’estero hanno raggiunto 8,19 miliardi di euro, pari al 78,3% del fatturato complessivo, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente. La propensione all’export delle imprese del comparto resta molto elevata: la quota export media aziendale si attesta all’85,4%.
Le tecnologie italiane per il packaging continuano a distinguersi sui mercati internazionali grazie a qualità, affidabilità e capacità di personalizzazione. In un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e crescenti barriere commerciali, le imprese italiane mantengono una forte presenza globale grazie a una rete consolidata di filiera e subfornitura.
Anche nel 2025 il comparto delle macchine per il packaging conferma la propria diversificazione settoriale, con una domanda distribuita su più filiere produttive. La maggior parte del fatturato proviene dai settori alimentare e delle bevande, che insieme assorbono il 55,4% delle vendite complessive: il food si attesta al primo posto con 3,26 miliardi di euro (31,2% del fatturato totale), seguito dal beverage con 2,54 miliardi (24,2% del totale). Al terzo posto si colloca il comparto che comprende tissue, tabacco e altri settori con 2,05 miliardi di euro, pari al 19,6% del totale. In forte crescita anche il settore farmaceutico, che raggiunge quota 1,84 miliardi (17,6% del totale).
La Packaging Valley emiliana si conferma il cuore produttivo del settore. In Emilia-Romagna risiedono 214 aziende (34% del totale), che generano il 61,2% del fatturato complessivo (oltre 6,4 miliardi) e impiegano oltre 22.380 addetti. Seguono Lombardia, Veneto e Piemonte.
In 25 anni si è quasi quadruplicato il fatturato e la crescita del comparto è dimostrata anche dal fatto che esporta in 155 paesi per almeno 1 miliardo di €.
Nonostante questo andamento brillante, non va trascurato il Boom della concorrenza cinese, che opera in modo massiccio su almeno 70 paesi.
In fine la previsione di crescita per il 2026 è del 3%, ma molto diversificata per area e per prodotti. Si arriverà a fatturare per quasi 68 miliardi-
Questo il commento del presidente Bertocco “Raggiungere i 10,5 miliardi di euro in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza economica e nuove barriere commerciali conferma la solidità della nostra industria e della filiera che la sostiene.Per questo sentiamo l’esigenza di approfondire, comprendere e interpretare le forze che stanno ridisegnando gli scenari globali, così da trasformare i cambiamenti in opportunità e continuare a rafforzare la competitività del packaging italiano”.
Giorgio Pagliani

