Ultimo aggiornamento:  5 luglio 2018 5:48

La torneria in lastra

La specializzazione in lavorazioni di nicchia le ha permesso di avere poca concorrenza ma non le basta: ora punta sulla ricerca di clienti esteri

Non smette mai di rinnovarsi la Torneria RICA che, dagli anni settanta ad oggi, è rimasta l’unica torneria in lastra della provincia di Modena, specializzandosi sempre di più e acquisendo una esperienza difficile da eguagliare in oltre quarant’anni di attività. Un settore di nicchia quello che portano avanti i due soci Gianni Righi e Gino di Vita che dal 1997 lavorano insieme per la crescita dell’azienda che era stata creata una ventina di anni prima dal padre di Gianni. Ora, tra gli obiettivi della torneria, c’è anche quello di tramandare l’attività ai figli dei soci che già lavorano all’interno.

Se il mercato in cui lavora attualmente l’azienda è principalmente italiano e, più in particolare, del Nord Italia (con grande richiesta in particolare dall’Emilia Romagna), la volontà di Gianni e Gino è quella di ampliare gli orizzonti della propria attività cercando clienti anche fuori dai confini nazionali tramite la partecipazione alle fiere di settore organizzate all’estero: “Ora i nostri prodotti arrivano comunque in tutto il mondo, con una percentuale che balla tra il 70% e il 90%, perché lavoriamo in conto terzi anche per multinazionali che poi esportano il prodotto, composto anche dai nostri pezzi, negli altri Paesi – spiega Gianni Righi -, ma vorremmo cominciare a creare anche una rete diretta di clienti fuori dall’Italia e ci stiamo attrezzando per poter partecipare ad alcune fiere importanti per farci conoscere e prendere contatti col resto del mondo”.

Il prodotto realizzato dalla torneria non è un cosiddetto “prodotto finito”, ma è la realizzazione di pezzi di vari materiali che devono successivamente essere assemblati ad altri elementi per ottenere il prodotto finale. Difficile stabilire un settore particolare nel quale si inseriscono le lavorazioni della RICA, dal momento che le commissioni arrivano da aziende di ogni tipo: si passa dal settore dell’aspirazione, al riscaldamento, all’automobilistico, a quello delle guarnizioni per pompe, del sollevamento idraulico, dei rulli, della ventilazione, dell’edilizia, della ceramica e tanti altri, anche occupandosi di piccole produzioni fino al trattamento finale del prodotto.

Sono dodici attualmente le persone che lavorano nella torneria, tra cui i due soci, sempre in prima linea nel gestire ogni aspetto, le rispettive mogli che si occupano dell’amministrazione dell’azienda e un ragazzo specializzato nella saldatura a filo e a TIGMIG. Non c’è al momento l’intenzione di inserire figure nuove, ma la volontà di lasciare piano piano sempre più spazio ai giovani tramandando nel tempo l’esperienza che in un questo settore poco battuto è fondamentale. “Il nostro è un tipo di lavorazione molto di nicchia – spiega Righi -, nelle provincie di Modena e Reggio non c’è nessun altro che fa il nostro lavoro, per questo abbiamo tanto da fare, ma servono tanti investimenti ed esperienza per poter rimanere ad alti livelli. È un brutto mestiere – scherzano i due soci -, ci si sporca, ci si taglia”.

Il personale, dunque, è attualmente al completo e anche il parco macchine è stato incrementato e aggiornato negli ultimi periodi per poter soddisfare e garantire lavorazioni ancora più tecnologiche e di qualità. “Abbiamo acquisito una macchina a taglio laser 2D in più rispetto a quella che avevamo già – racconta Gianni Righi -: per tenere dietro a tutto il lavoro non ne bastava più una. Inoltre, abbiamo acquistato un tornio nuovo a lastra per fare grandi spessori e diametri fino a 1200, per quanto riguarda il ferro possiamo lavorare fino a uno spessore di 5 millimetri, 3 millimetri se si parla di inox e 7 per le lavorazioni in alluminio. Oltre a questo abbiamo deciso di ampliare la gamma perché in Emilia Romagna ci sono pochissime macchine con le caratteristiche e la tecnologia delle nostre nuove e questo ci dà una marcia in più”. Il lavoro della torneria è principalmente meccanico, ma ogni macchina ha una base informatica con software che permettono di lavorare a controllo numerico sempre sotto l’occhio vigile dell’operatore.

La crescita del personale del parco macchine è stato accompagnato negli anni anche da un aumento costante del fatturato che è arrivato nel 2017 intorno al milione e mezzo, circa un 15% abbondante in più rispetto all’anno precedente. “Per il 2018 l’obiettivo è quello di consolidare o aumentare leggermente il fatturato anche in considerazione delle fiere a cui cercheremo di partecipare all’estero per farci conoscere maggiormente – conclude Gianni Righi -”.

Gaia Ferri