Ultimo aggiornamento:  22 gennaio 2018 12:19

Modena e biomedicale: binomio protagonista a Verona

Sette le aziende presenti alla nuova fiera di settore Innovabiomed

Un settore ad alto tasso di innovazione che sviluppa prodotti tecnologicamente avanzati per migliorare la qualità della vita delle persone. L’industria biomedicale italiana consolida le proprie posizioni e guarda al futuro. Lo fa però da un nuovo punto di osservazione: Innovabiomed, prima edizione di un evento – si terrà alla fiera di Verona il 23 e 24 gennaio prossimi – che raccoglierà i protagonisti di questo ambito particolare, diversi dei quali, e di primo piano, operativi sul territorio modenese. Prematuro dire se diventerà un appuntamento di riferimento anche se gli ingredienti ci sono tutti: seminari, incontri, workshop e presentazione di tecnologie e soluzioni d’avanguardia; quasi una quarantina i partecipanti, inteso come realtà aziendali di calibro internazionale di cui sette modenesi: Encapalst di Mirandola, R.B. srl di Vignola, Bior Medica di San Possidonio, All Flex Group di Carpi, Tetracon di Sassuolo, Cooplar di Concordia sulla Secchia, Neuron Guard (start up di Generali Welion) di Modena.

IL SETTORE. Con un mercato nazionale di 11 miliardi di euro, 4,9 miliardi di export, più di 3.880 imprese e 76mila addetti (dati 2016, Centro studi Assobiomedica), Il Settore dei dispositivi medici vanta aziende fortemente votate all’innovazione verso cui investono mediamente circa il 7% del loro fatturato. Il 51,4% sono imprese di produzione, il 44% di distribuzione e il 4,6% di servizi. Le imprese del settore operano per: il 45% nel comparto biomedicale (protesi, cerotti, siringhe, pacemaker, defibrillatori e dispositivi monouso); il 19% nel biomedicale strumentale (strumenti e apparecchiature per chirurgia, monitoraggio e riabilitazione); il 10% nelle attrezzature tecniche (attrezzature ospedaliere, di laboratorio e odontoiatriche); un altro 10% nel comparto borderline (colliri, sciroppi etc.); il 6% nei servizi e software (teleassistenza e manutenzione grandi apparecchiature); il 5% nell’IVD (diagnostica di laboratorio) e per il 5% nell’elettromedicale diagnostico (grandi apparecchiature come TAC, RMN, ECG, mammografi). 349 invece sono start-up, di cui il 44% ha origine come spin-off della ricerca pubblica. Il maggior numero di start-up risulta attivo nel comparto della diagnostica/diagnostica avanzata (35%), e gli altri ambiti di attività sono: l’oncologia (11%), la nutraceutica (9%), le malattie neuro (8%) e le malattie cardiovascolari (8%). In Italia il mercato delle imprese del settore è di 7 miliardi di euro verso il SSN e di 4 miliardi verso il privato

INNOVABIOMED. L’evento, organizzato da Veronafiere e supportato da distrettobiomedicale.it, prevede due giorni di seminari, workshop e occasioni di networking per favorire l’incontro fra aziende e professionisti che presentano soluzioni in grado migliorare l’efficienza produttiva, la competitività dei produttori di dispositivi ed apparecchiature e fornire risposte a esigenze mediche non ancora pienamente soddisfatte allo stato attuale. Ma anche mteriali di ultima generazione, tecnologie mediche all’avanguardia e digital innovation. Un appuntamento insomma, in cui gli esperti della produzione di dispositivi medici si incontrano e confrontano per mantenere l’industria biomedicale italiana competitiva nel mondo… E verrebbe da dire anche quella modenese, dato il polo presente, noto a livello internazionale che, nonostante il terremoto, ha ritrovato quel ruolo di primo piano che gli compete nel giro di pochissimi anni.

F.P.