Ultimo aggiornamento:  30 ottobre 2018 9:48

Sempre in crescita

Andamento positivo per il settore ceramico. Così anche per la sua fiera: il Cersaie. Gli interventi degli ospiti intervenuti all’inaugurazione

Numeri da record per il 35esimo Cersaie: 112.000 visitatori, con gli stranieri, che ormai tallonano quelli di casa nostra; 161.000 metri quadri occupati con 3 nuovi capannoni espositivi – 28, 29 e 30 –  predisposti dalla Fiera di Bologna in 10 mesi per garantirsi il rinnovo a medio termine di quella che, con il Cosmoprof,  è rimasta una delle due bandiere annuali del quartiere espositivo felsineo. Il nuovo Presidente di Confindustria ceramica, il romagnolo Giovanni Savorani, al convegno d’apertura ha snocciolato cifre di ulteriore ripresa del settore. Piastrelle e sanitari fanno 5 miliardi e 900 milioni di fatturato, di cui l’86%  prende la via dell’estero.  22.600 sono gli occupati della ceramica e finalmente gli ammortizzatori sociali sono scesi al minimo, anzi c’è stata una crescita di 550 lavoratori alle dipendenze. Tema centrale di quest’anno era la sostenibilità e quindi il Presidente spiega “La ceramica è un prodotto inerte, non rilascia nulla nel’ ambiente e oggi nel distretto sassolese c’è un’ ottima situazione dal punto di vista ambientale”. Situazione più complessa, invece, per il presidente della Regione Stefano Bonaccini. “Il nuovo Governo – attacca – ha dichiarato che le nuove opere decise dalla Regione saranno cancellate, ma l’Emilia Romagna è una regione di cerniera” e quindi le sue opere, fa capire, mandano avanti tutto il sistema di infrastrutture nazionali. Quindi una dichiarazione a conforto della platea “Nel 2019 potrà aprire il cantiere della Bretella, a prescindere dalla volontà del Governo”. In effetti, precisa Savorani, ci sono 48 mesi per concludere i lavori a partire dallo scorso 13 luglio, data di svincolo di tutti i permessi e vincoli burocratici.  Antonio Taiani, presidente del Parlamento Europeo, ricorda che ha fatto la sua parte nel  portare a casa il prolungamento dei dazi antidumping contro la Cina e che le norme europee attuali tutelano di più i nostri produttori e che ora, a maggior ragione dopo il disastro di Genova bisogna investire in infrastrutture, anche digitali. Conclusione anti sovranista del suo ragionamento “Essere in Europa vuol dire garantire una politica di esportazione. È vero che l’Italia è un contributore netto al bilancio dell’Unione per 2 miliardi, ma esporta in questo mercato per 250 miliardi!” Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, dopo aver mostrato preoccupazione per certe pieghe poco filoindustriali dell’attuale Governo sentenzia che in Europa “Debbono passare le merci, perché così non passano le armi” e conclude ecumenico con le parole di Mao “Il cammino sarà tortuoso, il futuro sarà radioso”.

Savorani riprende il tema dell’ avvio della Bretella, invitando tutti gli enti locali interessati al percorso a non chiedere varianti per velocizzare l’effettivo avvio dei lavori.

Quindi, a differenza del predecessore, avvezzo più alla narrazione dei problemi e degli intralci all’attività industriale, Savorani segnala con compiacimento che “in Italia per indice di salubrità  siamo i primi al mondo, prima dell’Islanda e della Svizzera”. Per incentivare la ripresa dei consumi in Italia invita il Governo a migliorare le misure per l’antisismica  “Dobbiamo far ripartire l’edilizia – spiega – Rispetto al periodo pre-crisi abbiamo perso 80 milioni di metri quadri di vendite”. Nubi all’orizzonte sono in arrivo sul fronte dell’energia. “Con la nuova legislazione europea sulla riduzione di anidride carbonica, se un settore vuole investire, deve andare a cercarsi delle quote in base alla normativa “emission trading” – e aggiunge “L’assurdo è che dobbiamo comprare delle quote anche per mantenere l’attuale livello di produzione”. Infine si sofferma sulla recente riforma dei concordati preventivi “All’azienda vengono congelati i debiti, mentre restano liberi i crediti”. Di conseguenza una azienda in tale situazione può svalutare il magazzino e metterlo sul mercato con danni per i concorrenti. Ne consegue che tale azienda può fare un concordato in continuità, ma i suoi fornitori possono fallire, anche in seguito a queste mosse dell’ azienda debitrice. Ma l’andamento del settore procede positivamente dopo un 2017, che ha visto gli investimenti segnare un livello del 9,3% sul fatturato grazie all’ effetto del piano Industria 4.0, che ha agito molto positivamente in un trend spinto all’in su dai poderosi impianti per la produzione di grandi lastre, una fascia di mercato in cui i ceramisti emiliano-romagnoli stanno portando l’attacco  ai marmisti veneti.

Giorgio Pagliani


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