Ultimo aggiornamento:  4 luglio 2018 4:58

Cresce la fame di prodotti modenesi

Elevato il numero di partecipanti nostrani alla kermesse italiana del food molto ricercato dagli stranieri. Sul mercato, avvio d’anno stabile ma già in recupero

Il Cibus si riconferma fiera top anche per gli operatori modenesi del food. All’edizione 2018 sono stati oltre 70 (73 per la precisione) quelli presenti tra riconferme ed esordienti puri. Segno che il territorio continua a voler crescere in questa direzione e le potenzialità che dal punto di vista qualitativo non mancano, sono sostenute da una “fame di prodotti modenesi” in incremento, in Italia, in Europa. Senza contare inoltre che non sono poche quelli che hanno iniziato a muoversi anche verso alcuni processi innovativi.

La kermesse è stata promossa quasi a pieni voti, per l’affluenza, perché rispecchia nel pieno la food valley italiana, per la vicinanza tra Parma e Modena che ha permesso a tanti di portare i propri clienti in visita in azienda e consolidare, rinnovare o allacciare rapporti già esistenti e nuovi, per – soprattutto – quella possibilità che il Cibus offre ormai da tempo e senza temere concorrenti di essere il riferimento promozionale del “food made in Italy”. Ma, quasi dicevamo: perché al boom dei primi due giorni è seguito a detta di più d’uno dei presenti, un pizzico di calma tra gli stand un po’ inaspettato.

I numeri dell’edizione 2018 

Confermate tutte le attese. Alla diciannovesima edizione hanno partecipato 3.100 aziende alimentari che hanno presentato una grande quantità di prodotti nuovi (oltre 1.300) a circa 82 mila visitatori. Straordinaria la partecipazione degli operatori stranieri, coi quali si sono chiusi molti accordi commerciali. Presente tutta la filiera italiana, dal campo al supermercato, fino alla tavola, con gli stand delle associazioni rappresentative del mondo agricolo e tante insegne della Grande distribuzione, italiana ed estera. Decine di convegni e workshop hanno preso in esame le tematiche legate al futuro – molta l’attenzione su questo aspetto anche in considerazione dei cambiamenti climatici – del comparto agro-alimentare.

Focus sul futuro

Da Cibus 2018 emerge che lo stile dei consumi degli italiani, mutato anche a causa della crisi economica, si dirige verso il wellness, quindi verso benessere e food safety. Accompagnato però dalla voglia di sperimentare nuovi gusti e sapori e dalla ricerca di gratificazioni personali. Diversi i convegni che hanno posto in evidenza questi fattori ed in cui è stato focalizzato come l’alimentare si sia imposto come elemento trainante dei consumi nella Grande Distribuzione: per ogni 100 euro spesi in prodotti confezionati di largo consumo in Gdo, oltre 68 sono destinati ad alimenti e bevande. Tra le macro categorie più richieste figurano: gelati e surgelati; freschi confezionati; drogherie e alimentari; bevande; ortofrutta confezionata.

Dai Modenesi invece…

Dai modenesi invece, è uscito il buon andamento del mercato nel 2017 ed un po’ meno nel il primo trimestre 2018, partito per alcuni un po’ in sordina, ma già con buoni recuperi tra aprile e maggio e prospettive positive per giugno e l’estate. La domanda di prodotti modenesi, sugli scudi prima di tutto quelli tradizionali tra aceto balsamico e parmigiano reggiano – tiene e cresce, mentre aumenta anche per quelli come le paste fresche artigianali che si rifanno alla tradizione del territorio, la pizza, il prosciutto. Molti infatti gli stranieri in fiera che hanno avuto come obbiettivo principale, quello di conoscere ed approfondire il proprio interesse (finalizzato all’import di nuovi prodotti), che hanno visitato gli operatori provenienti da Modena e provincia Da segnalare la nuova avventura di imprese locali come CRM, dopo il passaggio di proprietà, l’allargamento di realtà piccole, ma note, come il Formo di Levizzano, l’avvento di nuovi artigiani del gusto, e… sottolineato da diversi un avvio d’anno con incremento dei costi delle materie prime, legato ad un 2017 capriccioso dal punto di vista climatico.

Filippo Pederzini


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