Ultimo aggiornamento:  18 gennaio 2018 3:34

Qualità modenesi a Merano

Una decina circa i produttori presenti suddivisi tra le diverse aree. Molti i premi riscossi dai modenesi. Mercato italiano in crescita. In campagna però annata non facile

Bio, innovazione, e-commerce che prende quota da una parte. Necessità – sarebbe auspicabile – di forme di sostegno, in alcuni ambiti dall’altra. Sullo sfondo un’annata, pronta all’archivio con buone soddisfazioni, ma a metà, causa i rivolgimenti climatici. C’è un dato di fatto però: il buon momento del lambrusco sul mercato italiano. Segno che la qualità se perseguita, paga. Lo confermano i modenesi presenti al Merano Wine Festival, dentro e fuori il salone, dati anche alcuni nella città altoatesina, per ritirare premi legati alla storica manifestazione. Sempre vetrina prim’ordine per il vino di alto livello sia nazionale che internazionale, gli spiriti, la gastronomia e pure per l’aceto balsamico di Modena.

W MODENA E L’ITALIA.

Il 2017 si è contrassegnato per una ripresa solida del mercato interno rivolto all’alto di gamma. Il lambrusco piace, purché sia di qualità. Parliamo di ristoranti, gastronomie, locali in genere: vendite col segno più e consumi anche. A riconferma del trend, i ‘banchetti modenesi’ (pochissimi) al Festival, che hanno accolto gli estimatori (in crescita se confrontati solo ad un paio di anni fa) anche stranieri. Discorso analogo per quelli che esponevano nell’area gourmet, con il balsamico in prima fila, seguito da specialità – liquori tradizionali e composte alla frutta e verdura – molto gradite. Tiene l’export in generale, con l’apertura di nuovi e proficui sbocchi, per il vino e non solo quello. Conferma che arriva anche dal Wine Festival, eccellente volano per il nord Europa.

TREND.

Di fianco a quelle positive di mercato, pure quelle orientate verso l’innovazione. Si è fatta largo, anche a Merano, la scelta per alcuni di optare per il biologico, investendovi ed arrivando già a produrre qualche nuovo prodotto. Inizia a farsi largo come canale di vendita l’e-commerce, con risultati nell’ordine del 3-4% di fatturato. Segnali significativi di crescita considerando che la maggior parte sono piccole aziende.

QUALCHE NOTA DOLENTE.

Sia per gli affari in generale che per i premi ottenuti dai modenesi presenti – dai noti ‘Tre bicchieri’ a quelli di Slow Wine fino alle medaglie del Merano Wine Festival a cui si aggiungono i riconoscimenti fuori salone (sempre a Merano), come quelli del Touring Club – l’annata è tutto sommato positiva). Meno però in campagna. Il leit motiv è stato l’alta qualità delle uve, ma i conti si faranno poi. La quantità ad esempio, rispetto l’anno passato, è crollata di oltre il 20% per tutte le tipologie di lambrusco (e non solo quello) con punte per talune aziende anche del 40% in meno a causa delle tarde gelate e un’estate troppo siccitosa. Un dato che desta qualche preoccupazione.

CURIOSITÀ.

Il Merano Wine Festival resta un salone importante in cui curiosità e sorprese, non mancano di certo. Tra i banchi “Gourmet” quest’anno ad esempio sono spuntati balsamici alla ciliegia, allo zafferano, allo sciroppo d’acero.

Filippo Pederzini

 


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